Spettacoli



GIULIETTA per un sogno senza Romeo

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Luogo:CaMusAC - Museo di Arte Contemporanea di Cassino
Via Casilina Nord 1
Cassino (FR)
Quando:Dal 15/06/2018 al 17/06/2018
Orario:Ore 17.30 Ore 20.00
Compagnia:Danza Più & Teatro di Limosa
Genere:Teatro Danza
GIULIETTA per un sogno senza Romeo

Nell’edizione del Mousèion2018 ci misureremo con un “testo sacro”, di un autore sacro: Romeo e Giulietta di W. Shakespeare ma, sarà una Giulietta diversa.
In una “Giulieta without Romeo”, neutralizziamo Romeo e teniamo in vita il sogno di Mercuzio, che in Shakespeare era una mera virtualità. Non arriveremo quindi alla scena finale, il famoso scambio dei veleni e la morte dei due giovani amanti.
Una lettura del testo che tolga banalizzazioni, stereotipi. Ad agire non saranno i personaggi del dramma, ma figure stilistiche.
“Giulietta per un sogno” scruta gli abissi dell’odio, più che l'amore, e sarà una scrittura scenica per disegnare un altro luogo della visione, onirico, evocativo, attraversato da sottili inquietudini. Saranno sogni, fiabe di giochi segreti e crudeli.
In questa storia di Shakespeare c’è un di più (e un meno), al di là della poetica drammatica, per un ripensamento fuori da ogni psicologizzazione, con la spudoratezza fortemente ironica dei personaggi, restituiti alla contemporaneità in un universo di fiori e fantasmi.
E in questo viaggio ci sono FRANCISCO DE QUEVEDO, DINO CAMPANA, MARIANGELA GUALTIERI, RENÉ GIRARD, WALTER BENJAMIN, DANTE oltre lo stesso Shakespeare.

L'amore è una fiaba effimera ed i colori di Romeo e Giulietta sono il nero, il bianco dei Fiori e il rosso del sangue. E nel buio si sciolgono grappoli di risa di bambini, che attraversano il fantasma bianco del viso di Giulietta…
Non c'è amore meno romantico di quello di Romeo e Giulietta: Shakespeare ha bisogno che i Montecchi e i Capuleti si odino affinché i due ragazzi possano amarsi con altrettanta intensità. Ma nessuno più di Proust ha saputo demolire il mito dell'amore romantico. In verità, i due ragazzi di Verona sembrano metterci molto più impegno a morire che ad amarsi.
L’amore è il momento della festa, tutto il resto è preparazione al sacrificio. Il percorso del desiderio non è affatto rettilineo: si avvita in circoli viziosi…
“Giulietta per un sogno” non racconta l'infelice amore dei due eroi shakespeariani, anzi, l'amore è una serie successiva di apparizioni, di voci che implorano il vuoto. Respiri, mormorii, ringhi, latrati, echi… suoni misteriosi come profondità lontane, come se la coscienza fosse un abisso: è teatro della visione e del sogno nero perché… l'amore delle rose ha il pallore della cenere.

I corpi sono marionette, simulacri di carne e di celluloide. Dalla tragedia emergono rivelazioni di quella finzione che la nota vicenda ironicamente cela. E allora ci si perde tra le maschere, tra le rappresentazioni incessantemente derise. Insomma, una visionarietà furente!
Giulietta è il suo lamento che sembra dirci: perché non t degni di uscire dal buio e di respirare con noi?
Un lavoro di radicale smontaggio del testo “classico” e dei personaggi quindi, una sistematica negazione di ogni suo traliccio narrativo. I personaggi non incarnano ruoli fissi ma “pure funzioni sceniche” dove il performer-attore-danzatore da’ vita a più azioni. Più figure per più “situazioni” quindi: sono gli amanti, il potere con le sue
mediazioni, la retorica, la vaghezza e la ferocia principesca, il servile, l’odio.
“Giulietta per un sogno” è un’ammaliante danza visionaria, una danza che è una festa d’amore. Perché l’amore è una festa. Ma poi la festa termina e Giulietta si spoglia del suo abito nuziale. Ora è un “fantasma"...

La vicenda di Giulietta del Mouséion somiglia alla Bambina dai Capelli Turchini di collodiana memoria. “In questa casa non c’è nessuno. Sono tutti morti ”. “Sono morta anch’io”. Giulietta - come la Bambina di Pinocchio- è la conclusione di un itinerario fatale: è la bambina fantasma, la bambola signora dei tormenti.

Giulietta-Bambina ha un gelido splendore lunare. “Qui giace/ la bambina dai capelli turchini/ morta di dolore/ per essere stata abbandonata/ dal suo fratello Pinocchio”. Qui giace/ Giulietta-bambina/ morta di dolore/ per essere stata abbandonata/ dal suo Romeo.

Giulietta-Bambina è l’eroico rifiuto alla crescita e l’amara constatazione della “bella bambina” che si immedesima nella storia del burattino e nel burattinaio della Storia.
“(…) tu non puoi crescere/ perché i burattini non crescono mai”.
C’è in tutto questo, uno sguardo e una visione fuori-dalla-storia con lo sguardo insinuante di fiori inattesi: un prato di fiori bianchi con macchioline nere come pierrot lunari.
‘Bambina’ è l’età degli angeli che “giocano tra di loro”. E’ sempre il corpo a peccare, l’angelo no. Per questo, a chiudere la scena, sarà l’Angelus Novus di W. Benjamin: è l’angelo della Storia che vorrebbe ridestare i morti ancora-vivi dentro quel cumulo di macerie che chiamiamo ancora “progresso”…

“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.”



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