Spettacoli



CARMEN

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Luogo:Teatro Carlo Felice
Passo Eugenio Montale, 4
Genova (GE)
Quando:Dal 06/07/2017 al 09/07/2017
Orario:06/07 ORE 20:30 07/07 ORE 20:30 08/07 ORE 15:30 08/07 ORE 20:30 09/07 ORE 15:30
Compagnia:DANIELE CIPRIANI ENTERTAINMENT
CARMEN

Balletto in due atti di Amedeo Amodio
dal racconto di Prosper Merimée
Coreografia e regia Amedeo Amodio


Direttore d’orchestra Alessandro Ferrari
Musica Georges Bizet
Adattamento e interventi musicali originali Giuseppe Calì
Scene e costumi Luisa Spinatelli
Assistente alla coreografia Stefania di Cosmo
Orchestra del Teatro Carlo Felice
Produzione Daniele Cipriani Entertainment

Primi ballerini

ALICE FIRENZE (Carmen) e DAVIDE DATO (Don José)
(Teatro dell’Opera di Vienna)

Solisti e corpo di Ballo DANIELE CIPRIANI ENTERTAINMENT
MARCO LO PRESTI (Escamillo)
VALERIO POLVERARI (Ufficiale)

Milatari e Sigaraie
ELISA AQUILANI • EMILIO BARONE • ANDREA CALEFFI • SERGIO CHINNICI • VALENTINA CHIULLI • UMBERTO DE SANTIS • MARCO FAGIOLI • ILARIA GRISANTI• NOEMI LUNA • GIULIA NERI • DENNIS VIZZINI



Alice Firenze e Davide Dato, splendidi ballerini italiani nel mondo attualmente stelle dell’Opera di Vienna, saranno protagonisti della Carmen di Amedeo Amodio, scene e costumi di Luisa Spinatelli prodotta da Daniele Cipriani Entertainment in scena dal 6 al 9 luglio 2017 al Teatro Carlo Felice di Genova e in replica il 30 luglio 2017 al Festival del Vittoriale a Gardone Riviera .

La versione di Amodio in due atti, inizia laddove l’opera lirica di Bizet finisce. Scrive Amedeo Amodio: “Sulle ultime note dell’opera si chiude il sipario. In palcoscenico inizia lo smontaggio delle scene. A poco a poco il personale e quanti altri hanno assistito allo spettacolo da dietro le quinte, vengono catturati dai fantasmi del dramma appena trascorso e man mano, un gesto, una frase, uno sguardo li spinge ad immedesimarsi in ognuno dei personaggi, per puro caso. Sarà, dunque, per puro caso che Don José incontra Carmen, che rappresenterà per lui l’unico momento di vita autentica, intensa, ma anche quello della morte. A questo punto è tutto stabilito, meno il percorso o labirinto dei due destini ormai indissolubilmente legati. Così si potranno creare accostamenti scenici imprevedibili e surreali, ma sempre volti verso un’unica fine. Sarà comunque Carmen, profondamente consapevole dell’ineluttabilità del momento finale, a condurre il gioco trasgressivo ed eversivo, in un impossibile tentativo di sfuggire alla sua sorte. La scena, come la musica, si svuota durante lo svolgimento del racconto, fino a rimanere nel momento finale completamente scarna, desolata ad esprimere la “solitudine tragica e selvaggia” di una donna che cerca di affermare il proprio diritto all’incostanza.”



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