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Romeo und Julia, il debutto in Germania. Intervista al coreografo Luciano Cannito.



Luogo:Teatro Chemnitz
Chemnitz, Germania
Data:09/04/2018
Genere:Danza
Romeo und Julia debutta in Germania. Intervista al coreografo Luciano Cannito.

di Lara Crippa

Mancano pochi giorni al debutto di Romeo und Julia, creazione di Luciano Cannito per il Teatro Massimo di Palermo nel 2009, oggi riallestita per il Corpo di Ballo del Teatro di Chemnitz diretto da Sabrina Sadowska (prima 14 aprile 2018). L’intervista diventa un’occasione per spaziare con generosità in una carriera poliedrica, consapevole, entusiasta e militante, che ha fatto dell’amore per l’Arte il proprio vessillo.


  Romeo und Julia, Corpo di Ballo del Teatro Chemnitz, coreografia Luciano Cannito, ph. Ida Zenna


Cosa muta in un riallestimento, quali aspetti vengono solitamente modificati?
Quando si riprende un’opera sono due principalmente gli aspetti che si analizzano, l’entità della compagnia e lo spazio teatrale. Le modifiche sono necessarie, si cambia, si evolve, si mettono a punto migliorie continue, ma solitamente ritocco solo un 5% del lavoro iniziale. In questo caso però le scenografie sono state interamente ricreate dal Teatro di Chemnitz, così le ho perfezionate rendendole più imponenti e maestose.


  Romeo und Julia, la scenografia di Italo Grasso

Accoglienza positiva quindi quella tedesca.
Assolutamente. Amo stare in teatro, il mio habitat naturale. Amo raccontare, da cui la mia predilezione per il balletto, più narrativo rispetto alla danza contemporanea con la sua estetica del movimento. Poi qui si respirano le arie dei grandi compositori. Inoltre ho scoperto questa città della Sassonia, poco conosciuta da noi perché dal 1953 al 1990 si chiamava Karl-Marx-Stadt. L’attuale Chemnitz, con poco più di 240.000 abitanti, ha un teatro dell’Opera con un’orchestra, una compagnia teatrale e ovviamente un corpo di ballo.


  Romeo und Julia, Corpo di Ballo del Teatro Chemnitz, coreografia Luciano Cannito, scene di Italo Grasso, costumi di Silvia Aymonino, ph. Ida Zenna


Cosa distingue un danzatore da un altro in un corpo di ballo?
La qualità del movimento e la generosità nel donarsi, che sono gli elementi di una buona e necessaria interpretazione. Oggi ci si concentra molto sulla tecnica, dimenticando che bisogna dare una motivazione e un senso a tutto ciò che si fa. Serve accuratezza per trasmettere un’emozione o per raccontare una storia, per muovere lo spettatore ad entrare in quella scatola magica che è il teatro. Bisogna però tenere anche in considerazione la crisi economica attuale che porta spesso a tempi ristretti di prova con risultati interpretativi a volte più superficiali. Mi riferisco più ai corpi di ballo delle Fondazioni Liriche, mentre le compagnie private spesso riescono a dedicare più tempo all’interpretazione del movimento.


  Romeo und Julia,  Luciano Cannito in prova con il Corpo di Ballo del Teatro Chemnitz


Emerge la drammatica condizione coreutica italiana. Circa un anno fa lei ha lanciato una petizione contro la chiusura dei Corpi di Ballo ed a sostegno delle Fondazioni Liriche. Qual è la situazione attuale?
C’è un “bianco”, un vuoto strutturale nel mondo della legislatura italiana. Abbiamo 54 conservatori ed 1 Accademia Nazionale di Danza, ferma tra l’altro all’illuminata Jia Ruskaja che la fondò negli anni 40. Come se non bastasse lo Stato italiano mette a disposizione, per legge, il 50% dei fondi destinati alla cultura alle Fondazioni Liriche Sinfoniche. Perché quindi sono i Corpi di Ballo ad essere chiusi? Vorrei delle risposte. Abbiamo una sana ed entusiasta risorsa di ben 2 milioni di giovani che praticano l’arte coreutica, molto più dei giovani che si cimentano con il calcio. Non sono numeri da disaminare? Senza poi considerare la salute di queste nuove generazioni, fisicamente e mentalmente ripiegate dentro ai cellulari.


  Romeo und Julia, con Natalia Kreku del Corpo di Ballo del Teatro Chemnitz, coreografia Luciano Cannito, ph. Ida Zenna


Intende accingersi ad una nuova fase politica?
Attendo che vengano nominati i nuovi rappresentanti dal governo per poi lanciarmi come una falange macedone a dare concretezza a questa imbarazzante situazione. Non parlerei di battaglia politica, ma di battaglia sociale, culturale. Non sono un imprenditore, la danza è da sempre il mio mondo, ed è in questo che ho il dovere di operare per creare un futuro ai nostri giovani. Voglio creare una lobby sana, positiva, che faccia rifiorire la cultura, perché la cultura produce a sua volta ricchezza.

  







































   
  
Romeo und Julia, Corpo di Ballo del Teatro Chemnitz, coreografia Luciano Cannito, ph. Ida Zenna


Qual dunque il suo piano di battaglia?
Due piani: creare 20 accademie, una per Regione, così da togliere il monopolio a Roma ed uscire da questa discriminazione. Questa operazione creerebbe inoltre un ricambio professionale e alzerebbe il livello qualitativo della danza. Se abbiamo bisogno di esempi, basti guardare alla vicina Francia e ai suoi centri regionali.

E per le Fondazioni Liriche?
Il secondo piano: creare 10 Corpi di Ballo. Considerando che siamo scesi a 4, ed un tempo ne avevamo 13, mi ritengo anche comprensivo. Nel caso di dubbio, basta rivolgersi questa volta alla Germania con ben 50 Corpi di Ballo. Visto il senso pragmatico dei tedeschi, credo dovremmo porci più di una domanda.







    Romeo und Julia, Natalia Kreku del Corpo di Ballo del Teatro Chemnitz, coreografia Luciano Cannito, ph. Ida Zenna


Lei vive la danza a 360°: danzatore, coreografo, regista e autore sempre di successo. Cosa la spinge ad intraprendere sempre nuovi percorsi?
La fame di imparare, di scoprire, di crescere. La vita è come uno specchio, se la guardi sorridendo non può che restituirtelo. Io sono sempre stato così, appassionato, fin da quando danzavo in Israele, incredibile esperienza dove si avvicendavano grandi coreografi (da Jiří Kylián a Van Manen, Paul Taylor, Alvin Ailey) e da cui attingevo qualunque informazione. Poi lì impari anche ad essere manager, a vendere il prodotto artistico e non solo a produrlo. Bisogna dare tutto alla vita perché ti doni tutto. A me finora ha donato il privilegio di vivere della mia grande passione.


     Romeo und Julia, con Natalia Kreku  del Corpo di Ballo del Teatro Chemnitz, coreografia Luciano Cannito, ph. Ida Zenna