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IL REGISTA TOMER HEYMANN E MR GAGA: LA MIA ‘COREOGRAFIA’ DI OHAD NAHARIN



Luogo:Teatro Eliseo
Roma (RM)
Data:18/05/2017
Genere:Danza
IL REGISTA TOMER HEYMANN E MR GAGA: LA MIA ‘COREOGRAFIA’ DI OHAD NAHARIN

Interview to TOMER HEYMANN about MR GAGA, the movie about OHAD NAHARIN

di Angela Testa


  Il regista del documentario MR GAGA, Tomer Heymann



ITALIANO



MR GAGA, l’eccezionale documentario girato dal regista israeliano Tomer Heymann sul leggendario coreografo israeliano Ohad Naharin, arriva a Roma a poca distanza dai festeggiamenti per il 69° Anniversario dell’Indipendenza dello Stato di Israele che hanno visto la partecipazione di figure istituzionali di spicco tra cui l’ambasciatore Israeliano in Italia Ofer Sachs e la sindaca di Roma Virginia Raggi.
Si rimane, dunque, in tema di Israele nella rassegna InMovimento, progetto a cura di Valentina Marini, prodotto dalla European Dance Alliance e dedicato alla danza contemporanea internazionale con tre appuntamenti che spaziano dal cinema allo spettacolo dal vivo. Infatti, oltre al documentario MR GAGA, la rassegna vedrà anche la partecipazione, come special guest, di Adi Salant, co/Direttrice della Batheva Dance Company che parteciperà alla terza serata, Dancing Partners (progetto in rete avviato nel 2013 per la promozione della danza contemporanea su scala europea) regalandoci, con il suo splendido assólo, la quintessenza del Gaga, il linguaggio coreutico di Naharin.

Protagonista della prima delle tre serate, che vede il Teatro Eliseo accogliente ospite, è il documentario Mr Gaga, che testimonia il geniale lavoro di un danzatore e coreografo dal carattere complesso e dalla rara creatività, Ohad Naharin, l’ideatore del linguaggio coreutico Gaga.

Il regista Tomer Heymann, uno dei più importanti documentaristi israeliani, è nato in Israele nel 1970 ed ha fondato la compagnia Heyman Brothers Films che, con la partecipazione di suo fratello Barak, da più di dieci anni si è specializzata in progetti documentaristici a lungo termine con il precipuo interesse verso argomenti sia di tipo sociale e politico che biografico. Le sue opere hanno vinto premi sia in Israele che all’estero, come il suo primo film, It Kinda Scares Me, che ha vinto l’Academy Award israeliano collezionando premi in vari festival internazionali o Paper Dolls, che ha collezionato tre premi al Festival di Berlino del 2006 e il premio del pubblico al Festival di Los Angeles. Heyman è anche autore di famose serie televisive.

Heyman racconta di come il suo incontro con Naharin sia stato una folgorazione che l’ha colto di sorpresa e non lo ha più abbandonato:

"I semi che hanno fatto maturare questo film sono stati piantati oltre vent’anni fa, quando ho visto per la prima volta in scena la compagnia di danza di Naharin. Ricordo di essere rimasto profondamente colpito, fu uno shock emotivo e mentale, come se avessi consumato un esplosivo cocktail di alcol e droga, ma senza alcol né droga. Ricordo quello spettacolo come un continuum di musica, movimento, sensualità, sessualità e quei meravigliosi ballerini dei quali ti innamoravi immediatamente, senza sapere il perché. Da quella sera in poi, sono diventato un consumatore compulsivo delle coreografie della compagnia Batsheva. Naharin è come una noce racchiusa in un guscio molto difficile da rompere, ha un carattere complesso e contraddittorio; ma è questo che fa di lui un soggetto davvero molto interessante per un film documentario”.


  ph. Gabi Dagon

Lei ha seguito il lavoro di Ohad Naharin per tanto tempo, quale pensa sia il filo conduttore della ricerca di Naharin, quale ritiene essere la cosa più importante nella sua vita artistica e/o personale?

Una delle cose più belle di Ohad e del suo processo creativo è il modo in cui riesce ad inserire i suoi danzatori nella sua arte. Loro non sono solo meri interpreti della sua visione coreografica ma partecipano direttamente alla creazione. Portano la loro personale interpretazione alla sua narrativa, oltre alla loro energia che, alla fine, diventa parte integrante della sua creazione.

Spesso gli artisti sono chiusi nel loro mondo di ricerca inseguendo un loro personalissimo obiettivo e la vita reale rimane uno sfondo sfocato di poco interesse se non quello dove attingere emozioni forti, in particolare danzatori e coreografi rimangono chiusi nei loro studi per così tante ore al giorno, un luogo chiuso, sicuro, dove l’esercizio del tenersi sempre in bilico, raggiungere un punto massimo di equilibrio per tenerlo o lasciarsi cadere, diventa un focus primario. Quanto, invece, ritiene sia importante per Naharin rapportarsi con il mondo sociale e politico?

Ohad è uno dei pochi artisti in Israele che osa esprimere le sue convinzioni, opinioni e ideologie forte e chiaro senza scusarsi per questo. Non solo non ha paura di esporre le sue controverse opinioni – che nel clima politico israeliano non sono decisamente popolari – ma comprende anche che questa è una parte cruciale del suo ruolo di artista.

Ritiene di aver trovato la chiave di lettura di una personalità complessa come quella di Naharin? Qual è il punto di vista con cui si è approcciato all’uomo e al professionista? Pensa di essere riuscito a rompere il guscio della noce, come lei dice, in cui è racchiuso?

Questa è una domanda difficile ed è per questo motivo che la risposta non sarà decisiva, perché ci sono così tanti aspetti nella personalità di Ohad tanti quanti ce ne sono nella sua creazione che non sono in questo film, e questo perché c’è un limite a quanto si possa riuscire ad inserire in 100 minuti di pellicola. Ad ogni modo, conosco Ohad da molti anni, da molto prima di cominciare a girare MR GAGA, così mi è difficile distinguere tra le cose che conosco di lui dalla sua stessa vita da quelle che ho imparato di lui girando il documentario.

Lei ha usato spesso il documentario come linguaggio per raccontare storie con immagini, cosa le regala di più rispetto a girare un film d’invenzione in cui lei potrebbe avere maggiore libertà nel creare immagini e nell’esprimere il suo pensiero? Che esperienza è stata per Lei girare MR GAGA?

Per me una delle cose più emozionanti di questo film è la modalità in cui due ‘media’ si incontrano: il cinema contro la danza. Sono grato per aver avuto l’opportunità in un certo qual modo di aver creato la mia coreografia potendo usare tutti quei movimenti di danza spettacolari che Ohad ha creato in questi anni e dare loro una nuova interpretazione secondo il modo in cui sono stati usati in MR GAGA.

Quale sarà l’argomento del suo prossimo documentario?

Sto lavorando ad un documentario su una star porno gay molto famoso in Israele, Jonathan Agassi. In questo momento non posso essere troppo preciso o dettagliato, tutto quello che posso dire è che questo sarà un documentario molto forte, all’avanguardia e ne sono veramente entusiasta.


NELLA FOTO SOPRA IL TITOLO: il coreografo israeliano OHAD NAHARIN, ph. Gadi Dagon




ENGLISH

Interview to TOMER HEYMANN about MR GAGA, the movie about OHAD NAHARIN

by Angela Testa


Mr Gaga
the extraordinary documentary realized by the israelian director Tomer Heymann about the legendary israelian choreographer Ohad Naharin will be shown in Rome shortly after the cerimonies for the 69th anniversary of the Israelian Indipendency with the special guests the israelian Ambassador Ofer Sachs and the Rome Major Virginia Raggi.
The InMovimento Festival (conceived by Valentina Marini and produced by European Dance Alliance), dedicated to the international contemporary dance and located at the Teatro Eliseo, manteins the theme of Israel with two of his three appointments betweeen cinema and life shows. In fact, besides the documentary Mr Gaga, the festival includes the participaticipation as special guest of Adi Salant, co-directors of Batsheva Dance Company, which will be on the stage during the third evening. Dancing Partners (a net project born in 2013 to promote european contemporary dance) donates us Gaga’s quintessence, Naharin’s dance language, with a Salant’s splendid solo.

Mr Gaga witnesses the outstanding work of Ohad Naharin, a dancer and a choreographer with complex charachter and rare creativity.

Tomer Heymann is one of the most important israelian documentary director. Born in 1970 he founded the Heymann Brothers Films with his brother Barak. The company is specialized in long term documentary, with social political or biografic interests. His works has received various awards in Israel and abroad. His first movie, It Kinda Scares Me, won the israelian Academy Award and other important international festivals awards, and Paper Dolls which have won tree awards at the Berlin Festival in 2006 and the award of the audiece at the Los Angeles Festival. Heymann is salso the author of well known tv series.

Heymann tells us how meeting Naharin has been a flash of inspiration which surprised him and never left him after. He saw Naharin’s Dance Company for the first time more then twenty years ago. It was an emotional and mental shock for him, like drinking an explosive coctail or consuming drugs, without any alcool or drugs. He reminds the music, the movement, the sensuality, the sexuality and those marvellous dancers, he felt in love with them. He became a Batsheva Dance Company compulsive consumer. Naharin, for Heymann, ha a complex and conflicting personality, like a nut which is closed in a shell very hard to break, but this is exactly what makes him an interensting and perfect subject for a documentary.


You have followed Ohad Naharin’s work for so long time now, what do you think is the central idea of Naharin research? What do you think is the most important thing in his artistic and/or personal life?

One of the most beautiful things about Ohad and his creative process is the way he incorporates his dancers into his art. That is, they're not just performing his choreographic vision, but are also partners to the creation: they bring their own interpretation to his narrative and energy and eventually become an integral part of his dance pieces.

Artists are very often locked in their studios, their world of research, chasing after a personal target, closed and secure location where the main reason becomes practising to keep a balance, to keep on the verge of failing, always reaching for the break point between stopping or falling down; the real life becomes an out of focus background in which their only concern is gaining strong emotions. How much do you think it is important for Naharin to be related with social and political world?

Ohad is one of the few artists in Israel who dare to express their beliefs, opinions and ideologies loud and clear without apologizing for it. Not only he is not afraid to expose his controversial opinions - which in the Israeli political climate are not very popular - but also he understands that this is a crucial part in his role as an artist.

Do you think you have found the key to understand Naharin’s complex personality? Which is your personal point of view that you have used for your approach to the man and to the artist? Do you think you have succeded as a nutcracker in breaking, as you said, his nut shell?

This is a tough question and that is why the answer would not be decisive, as there are many parts in Ohad's personality as much as there are many aspects in his creation that are not in this movie, since there is a limit of how much you can compress into a 100 mins film. Anyhow, I know Ohad for many years, long before I started shooting MR GAGA, so it would be difficult for me to pinpoint the stuff I know about him from life itself and the stuff I learnt about him from making this film.
All in all, I'm happy that Ohad's delicate, multi-layered process of working with his dancers is delivered to the viewers in a cohesive manner. I think that all of these biographical, personal elements entwined in the film help the audience to feel who Ohad really is, and at the same time, like any other good art – each viewer experiences this film differently.

Very often you have used documentary language to tell stories with images. What do you get out of shooting a documentary instead of a movie which can give you more freedom to create images o to express your way of thinking?

One of the most exciting things for me about this film is the way two mediums meet: cinema vs. dance. I'm grateful to have had the chance to sort of make up my own chorography using all of those spectacular dance moves that Ohad has created over the years, and give them a new interpretation by the way they were edited in MR GAGA.

Which will be the topic of your next documentary?

I'm working on a documentary about a very famous gay porn star from Israel called Jonathan Agassi. At this point, I can't be too specific or detailed, but all I can say is that this is going to be a very strong, cutting edge documentary and I'm really excited about it.


  Ohad Naharin in prova, ph. Gadi Dagon