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FUS la mannaia cala sui Multidisciplinari . I più attivi vengono penalizzati perché?



Data:06/08/2018
Genere:Politica
  FUS: la mannaia cala sui Multidisciplinari. I più attivi vengono penalizzati perchè?

di Monica Ratti


In questo bailame , melma informe, in cui il mondo dello spettacolo dal vivo naviga a vista, pare che i risultati, le competenze non abbiano alcun valore.
Chi si è speso e ha raggiunto obbiettivi deve vedersi tagliare mentre altre realtà decisamente  mediocri vengono aumentate.

Oppure cosa non va nel famoso algoritmo?

Cosa non convince l’algoritmo per penalizzare un lavoro ben fatto?

Quale il vero ruolo della Commissione.


Parliamo oggi di Circuiti Multidisciplinari e domando perché a chi lavora bene, a chi paga correttamente gli artisti, chi li accoglie in Teatri che tali possano definirsi, là dove la programmazione vanta una pluralità di offerta che va dalla Abbagnato sino alla Foscarini per avvicinare il pubblico e traghettarlo alla contemporaneità viene indegnamente penalizzato?

Trattandosi di centri multidisciplinari forse c’è una branca di questa multidisciplinarità che non lavora come per la sezione Danza?
Ci sono due realtà in particolare il cui taglio mi ha lasciato sgomenta, una il Teatro Pubblico Pugliese e l’altra l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali.
La realtà del Teatro Pubblico Pugliese la conosco meno, ma ho seguito le programmazioni di danza, il supporto dato alle realtà del territorio e ho conosciuto Gemma Di Tullio, in ogni caso sono le compagnie che ti raccontano cosa e come queste realtà trattino e accolgano gli artisti e in quale modo attivino la promozione.
Conosco meglio la realtà marchigiana avendo avuto con Raimondo Arcolai modo di confrontarmi spesso in Agis, essendo stata per un periodo il suo vice, e conosciuto Gilberto Santini che per altro non mi ha mai dimostrato particolare simpatia, ricordo ancoro un attacco feroce nei miei confronti durante un convegno a Torino propedeutico all’attuale piattaforma della Danza ma la storia sarebbe troppo lunga da raccontare, per cui di certo non difendo queste realtà per particolare simpatia o interesse.

La correttezza intellettuale vuole però che non si debba tacere e accettare con rassegnazione, io se non altro vorrei comprendere.
Avete presente quanto sia importante per le compagnie andare in programmazione in spazi  idonei,con tempistiche accettabili nei pagamenti e un’attenzione verso i danzatori?
Perché gli algoritmi in questo caso non tengono in considerazione anche parametri raccolti attraverso questionari dati alle compagnie ponendo dei quesiti quali: idoneità dello spazio, accoglienza e assistenza agli artisti, tempistiche di pagamento.

Le compagnie da sempre lamentano di essere l’anello debole di questa filiera. A loro il compito di anticipare viaggi, vitto, alloggio contributi e dover rincorrere festival, teatri nei pagamenti che se andrà bene arriveranno a 90 giorni , ma spesso anche dopo un anno .
Attenzione però a stressare troppo per il pagamento, pena la cancellazione della compagnia da nuovi inserimenti in programmazione negli anni futuri.

Quale il reale ruolo dei commisari?

Perché i commissari non vengono pagati dal Ministero?

Io preferirei commissari pagati e spesati ma con il compito preciso di girare tutte le realtà sovvenzionate per comprenderne il reale lavoro e non solo assistere allo spettacolo, ma visitarne gli uffici, conoscere i collaboratori, anziché vedere lo spettacolo assistere a una prova, tutto questo sarebbe lavoro e come tale andrebbe dignitosamente retribuito.

Gratis non mi piace, sottintende a una non chiarezza di base
. Perché mai dovrei farlo gratis, io quando lavoro gratis, non la faccio perché sono generosa, ma perché ne valuto il ritorno che può essere di prestigio, economico, di scambio. Sino a quando la trattativa è tra privato e  privati si è liberi di dare per avere poi qualcosa in cambio o anche solo per cortesia , ma quando si tratta di svolgere un compito per conto di un Ministero  e valutare  realtà sovvenzionate da istituzioni pubbliche il gratis è rischioso, quantomeno è lecito domandarsi: perchè?

Sono sinceramente dispiaciuta per i tagli fatti ad alcune realtà che godono della stima di numerosi addetti ai lavori, è retorica ma credo che il detto “ Stavamo meglio quando si stava peggio “sia calzante.

Deleteria una legge così pretenziosa senza copertura economica, con governi che cambiano alla velocità della luce. Provai a suo tempo ,di far presente il pericolo in AGIS,  mi fu risposto che l’importante era avere la legge poi ci si sarebbe attivati con i decreti attuativi.
Abbiamo visto infatti .
Vogliamo poi analizzare chi seguendo i famosi miraggi, magari consigliati e in qualche modo indirizzati a fare accorpamenti e progetti più importanti da qualcuno al Mibact ,sperando che l'algoritmo facesse, come capitò in passato, triplicare il contributo potesse ripetersi, si sono ritrovati invece con una mano davanti e l’altra dietro?
Tutto tace in realtà, ho l’impressione che qualche tempo fa ci fosse più vitalità evidentemente va bene così.



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