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Ciao Marco.

Quando
20/04/2018
Ciao Marco.

di Monica Ratti



Ho avuto il piacere di conoscerlo. E' venuto spesso a trovarmi nel mio ufficio di Roma. A parte la sua partecipazione in giuria al Concorso DanzaSì, non abbiamo avuto mai modo di lavorare insieme. Ogni tanto ci telefonavamo; lui faceva la terapia a Forlì, e dato che io sono spesso a Ravenna ci dicevamo di incontrarci. 
Il suo modo di fare, di parlare, di porsi mi faceva pensare a Carlo Verdone, e così lo chiamavo il 'Verdone della Danza'.
Le sue coreografie erano forti, erotiche, la donna spesso oggetto del desiderio. Ha coinvolto generazioni di ballerini di grande qualità perchè per ballare per Marco Garofalo dovevi saper ballare.
Volevo anche dedicargli un articolo sulla mia rivista ma non immaginavo che non ne avrei avuto il tempo. Era così forte che non avrei mai pensato alla sua morte, nonostante la sua malattia fosse molto aggressiva.

E, invece, il tempo passa, e oggi, il giorno dei tuoi funerali, mi ritrovo a scrivere questo mio pensiero per te. 
Ciao Marco.