Festival e Eventi



Teatro Vascello - PROGRAMMA 2017/2018

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Luogo:TEATRO Vascello
Via Giacinto Carini, 78
Roma (RM)
Quando:Dal 08/09/2017 al 31/05/2018
Genere:Arti Performative
 8 settembre 2017 (teatro e musica) Calendario civile
Centro mediterraneo delle arti e Sardegna Teatro
Armistizio La fisarmonica verde
di e con Andrea Satta
e con Ulderico Pesce
al pianoforte Angelo Pelini
regia di Ulderico Pesce
in collaborazione con il Circolo Gianni Bosio

La fisarmonica verde racconta la storia di Gavino Esse, internato nel campo di concentramento tedesco di Lengenfel durante la Seconda Guerra Mondiale, attraverso gli occhi del figlio Andrea che, dopo la morte del padre, ricostruisce la sua storia attraverso degli oggetti ritrovati come un cappottone, una fisarmonica verde e un documento di denuncia, firmato dal padre e da altri internati politici redatto dopo che l'SS Joseph Hartmann, il 14 aprile del 1945, diede fuoco a una baracca con un centinaio di prigionieri dentro, sparando ai pochi che riuscirono a fuggire dalle fiamme. Dal documento inizia il viaggio di Andrea per ricostruire la storia del padre, che diventerà il viaggio verso le atrocità di questa pagina della nostra storia.

DANZA
15-16-17 settembre 2017 (danza)
Compagnia Excursus danza e Centro Ricerche Musicali
Corpus 2.0.
Corpi adattivi | musica – danza – scena interattiva
Musica e disegno spazio sonoro Michelangelo Lupone
Coreografia e regia Richy Bonavita
Scenografia interattiva Licia Galizia
Disegno luci Danila Blasi
In scena Enrica Felici, Francesca Schipani, Emiliano Perazzini, Yari Molinari, Valerio De Vita
coordinamento artistico Laura Bianchini e Theodor Rawyler
in collaborazione con PAC, nell’ambito dell’Estate Romana e Lazio Estate e Teatro Vascello.

Corpus 2.0 (prima assoluta) è una libera indagine sul corpo come mezzo espressivo, decontestualizzato da una specifica narrazione, e inserito in un contesto intermediale, ma sempre dispensatore di moti interiori, di azioni e reazioni, creatore di suggestioni fisiche come vuole l'indirizzo stilistico di Bonavita e di Lupone. Il processo creativo in simbiosi tra la coreografia musica e tecnologie elettroniche consente un'indagine sull'interazione fra la tridimensionalità del corpo fisico iscritto nel continuum spaziotemporale della scena dinamica disegnata dall'artista Licia Galizia e le suggestioni sonore della musica, immateriali per loro natura, enfatizzandone le possibilità espressive in un contesto astratto, e proprio per questo surreale e onirico.

19 settembre 2017 (teatro e musica)
Compagnia Diritto & Rovescio
Il persecutore
di Coltázar
con Massimo Popolizio e Javier Girotto
fonica Fabio Rivelli
light Designer Stefano Greco
cura registica, adattamento e riduzione Teresa Pedroni

Una serata che si prefigge di offrire la magia dell’incontro tra la letteratura e la musica. Un evento che ha come protagonisti un grande attore e un grande jazzista per ricreare l’atmosfera evocata da pagine straordinarie su di un personaggio altrettanto straordinario e mitico come Charlie Parker. Il rapporto tra la lettura attoriale e la lettura musicale per arrivare all’esecuzione di una partitura che esprima al suo meglio le possibilità e i sottotesti nascosti nell’opera letteraria. Quanto al controllo dei tempi Cortazar, melomane amante del jazz, è di un rigore assoluto attribuendo alla ritmica della prosa una parte fondamentale della sua narrazione. Ed in questo caso in particolare la scrittura è sviluppata e costruita come i ritmi del jazz.

20 settembre 2017 (Musica) Calendario civile
Albero della Libertà - Circolo Gianni Bosio
E se l’Italia dorme, presto se svejerà
Canzoni e letture sul Risorgimento
con Gabriele Modigliani, Sara Modigliani, Stefano Pogelli, Gavina Saba, Livia Tedeschini Lalli, Laura Zanacchi e il cantastorie Mauro Geraci

Per l’Italia laica e repubblicana, prima dell’avvento del fascismo, il 20 settembre era il perno del calendario civile – il ciclo di festività che nel corso dell’anno segnavano la storia del Risorgimento, della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità. Si ricordavano le date delle cinque giornate di Milano, della Repubblica Romana, dell’insurrezione antipapalina soffocata nel sangue a Perugia, e poi la presa della Bastiglia e si cominciava a festeggiare il Primo Maggio.

3 ottobre 2017 (Musica) h 21 Calendario civile Giornata delle vittime dell’immigrazione
Argonautiche
da "Le Argonautiche" di Apollonio Rodio
Esito Scenico del Laboratorio non-scuola del Teatro delle Albe
Nell’ambito del progetto Calendario Civile del Circolo Gianni Bosio
Guide: Alessandro Argnani, Emanuele Valenti, Andrea Santantonio e Nadia Casamassima
Con: Angelo Andrulli, Mustafà Ahmed, Popise Baddie, Maurizio Cicchetti, Giada Cipriani, Vanessa Clemente, Roberto Di Perna, Said Elshazly, Rosanna Fraccascia, Arcangela Genco, Kheireddine Guellour, Omar Jallow, Seedy Keita, Hassan Kromah, Giovanna La Fortuna, Arianna Longo, Luca Marchello, Aldo Massari, Ferdinando Mazzitelli, Salif Ngom, Ernest Niaba, Emanuela Noviello, Francesca Pagone, Vincenzo Paolicelli, Vincenzo Quarta, Michela Rondinone, Amelie Santantonio, Matilde Santantonio, Alì Sohna, Marinella Trivigno, Antonella Visceglia
Luci: Joseph Geoffriau
Costumi: Marilena Girardi e Fatima Bibi, Moham Chuadhry, Adama Jemi, Uddin Nasir, Ahless Sami Salem, Noha Omark Salem, Scumahoro Amira, Muhammad Zafran
Scenografia: Massimo Casiello e Azmat Dawlatzai, Souleymane Diallo, Abdul Shukoor Fulad, Musajan Ihrjan Tahirou Maiga, Habibi Mirwais, Ehsan Ullah Momand, Umar Muhammad, Omar Sawane, Mohamed Toure

Nel poema epico “Le Argonautiche” si racconta del viaggio affrontato dagli Argonauti per conquistare il Vello d’oro, il manto di un ariete sacro a Zeus che ha il potere di curare le ferite. Guidati da Giasone, gli eroi affronteranno incontri straordinari e terribili prove pur di ritornare finalmente a casa. Gli eroi nel nostro caso sono tutti gli adolescenti che si mettono in viaggio, reale o metaforico che sia.
Questo spettacolo nasce dal progetto Tuttùn-la non-scuola a San Chirico Raparo, promosso da Q Academy impresa sociale srl e dalla società cooperativa “Il Sicomoro” di Matera, in collaborazione con il Comune di san Chirico Raparo, Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, Punta Corsara e IAC Centro Arti Integrate.

In occasione di questa giornata, il coro multietnico Quintaumentata parteciperà con un canto.

Dal 4 all'8 ottobre 2017 (prosa) dal mercoledì al sabato h 21 domenica h 18
in collaborazione con Le vie dei festival
Fondazione Teatro di Napoli – 369gradi
Compagnia Punta Corsara
Il cielo in una stanza
di Armando Pirozzi e Emanuele Valenti
con Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Vincenzo Nemolato, Valeria Pollice, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella e Peppe Papa
scene Tiziano Fario
costumi Daniela Salernitano
luci Giuseppe Di Lorenzo
regia Emanuele Valenti

Il cielo in una stanza, scritta da Gino Paoli e interpretata da Mina nel 1960, è la canzone di un amore che abbatte le pareti di una stanza, il racconto di una storia comune, nata in un luogo intimo, privato, come la propria casa. Se però questa casa crolla, cosa resta del sogno romantico, cosa resta della giovane coppia che l’ha sognato e cosa diventa quel luogo che il crollo ha portato via? Partendo da fonti diaristiche e fatti di cronaca, dall’emigrazione in Svizzera alla speculazione edilizia, viste secondo le logiche dell’evocazione più che la cronologia degli eventi, il nostro racconto si struttura come una rivisitazione allucinata della classica commedia Eduardiana in tre atti, in cui i personaggi li troviamo nel momento in cui vogliono fare i conti con il proprio passato e trovare un modo, costi quel che costi, per archiviarlo e ricominciare a sognare un futuro.

DANZA
11-12 ottobre 2017 h 21 (danza)
Riotus Company
SCHERZO for piano and stick
di e con Mia Theil Have al movimento scenico e danza
e musiche composte ed eseguite dal vivo di Nikola Kodjabashia al pianoforte
scritto da Peter Oswald
designer Luis F. Carvalho
disegno luci Lyn Cunningham
co-regia Mia Theil Have regia di Tage Larsen

“SCHERZO for piano and stick” è un drammatico dialogo per pianoforte e bastone. In omaggio alla celebre serie di cartoni animati del 1970 di Osvaldo Cavandoli, La Linea, Mia Theil Have si esibisce con un bastone di legno in questa veloce e minuziosa esecuzione fisica realizzata e punteggiata da brevi poesie di Peter Oswald. Con un altrettanto originale live score di Nikola Kodjabashia, che si muove tra musica contemporanea classica, mondiale e jazz, SCHERZO è lo spostamento di un paesaggio di immagini e di emozioni, un caleidoscopio di trasformazioni immaginative che a loro volta si presentano leggere, folli e sconvolgenti.

dal 13 ottobre al 17 dicembre 2017 (prosa) - SALA STUDIO
venerdì e sabato h 21.30, domenica h 18.30
Compagnia delle Luna
La gente di Cerami
racconti di Vincenzo Cerami
adattamento Aisha Cerami
con Massimo Wertmuller e Anna Ferruzzo
fisarmonica Eduarda Iscaro
musiche Nicola Piovani
assistente musicale Giovanni Piccardi
assistente alla regia Maria Castelletto
regia Norma Martelli

Una serata in compagnia delle parole di Vincenzo Cerami, anzi in compagnia della Gente di Cerami o meglio ancora tra la Gente. Una lettura scenica di brevi racconti che si nutre della poetica lucida e spietata del celebre scrittore de “Il borghese piccolo piccolo”. L’occhio indiscreto dell’autore, si ferma a scrutare attimi, ritagli di vita quotidiana dei protagonisti e, li scopre nella loro intimità, nel dolore o nel sollievo, nella sorte avversa o nella fortuna e così, per gioco, ne ricostruiscono la storia. Vite comuni di piccoli antieroi dove, tra le pieghe della banalità, vive l’ombra di un'altra possibilità. Un popolo muto a cui Anna Ferruzzo e MassimoWermuller, attraverso le parole del poeta danno voce. Fa da cornice la musica suadente di Nicola Piovani eseguita da Alessio Mancini e Sergio Colicchio.

16 ottobre 2017 h 21 (teatro e musica)
Mau production
L'uomo rondine
di e con Maurizio Lombardi
musiche di Giuseppe Scarpato eseguite dal vivo
progetto luci e fonica Nicola Magnini

In compagnia di un sipario, un palco e un attore straordinario saremo trasportati dentro una storia antica, sospesa tra il volo delle rondini e l'amicizia di due bambini dentro la soffitta di un palazzo fiorentino. In scena con le sue magnifiche chitarre, le musiche di Giuseppe Scarpato, chitarrista e produttore di Edoardo Bennato.

17-18-19 ottobre 2017 h 21 (prosa)
Teatri Di vita
Chiedi chi era Francesco
di Andrea Adriatico
drammaturgia di Grazia Verasani
con Olga Durano, Francesca Mazza, Gianluca Enria, Leonardo Bianconi

Francesco lo studente, Francesco il militante, Francesco la vittima, Francesco l’eroe, Francesco il nome su una lapide. L’11 marzo 1977 Francesco Lorusso, studente e militante di Lotta Continua, veniva ucciso a Bologna durante una manifestazione da un colpo d’arma da fuoco. Un colpo sparato da un carabiniere, che fu successivamente prosciolto. Fu l’apice tragico della stagione del Movimento del ’77 e l’inizio di una guerriglia che mise a ferro e fuoco Bologna, che si ritrovò addirittura presidiata dai blindati.Lo spettacolo di Andrea Adriatico restituisce una storia al volto e al nome di un ragazzo che a 25 anni, con la sua morte, è diventato suo malgrado l’icona di un’epoca. Ma soprattutto racconta il tempo attuale, fatto di disillusioni, scetticismo, distanza dalla politica. Teatro, cinema, radio, musica: i quattro linguaggi si intrecciano in uno spettacolo che inganna le percezioni del pubblico e apre continuamente nuovi spiragli. Mescolando documentario ed elegia, show e confessione. Riportando le “vecchie” generazioni a riaprire i conti con la memoria, e le giovani generazioni ad aprire i conti non solo con il passato, ma soprattutto con il presente.

DANZA
dal 24 al 26 ottobre 2017 h 21 (danza)
CRDL - Mvula Sungani Physical Dance
Caruso e altre storie italiane
coreografie di Mvula Sungani
con Emanuela Bianchini
e la Mvula Sungani Physical Dance
musiche di Lucio Dalla
musiche originali Unavantaluna
con il sostegno del MIBACT – Direzione Generale Spettacolo, il patrocinio ed il sostegno del Comune di Sorrento, della Fondazione Lucio Dalla e della Fondazione ILICA di New York.
In occasione del trentennale dell’incisione di Caruso, brano di sublime ispirazione che ha avuto uno enorme successo internazionale (con oltre cento versioni in altrettante lingue), scritto e musicato dal grande Lucio Dalla e dedicato ad uno dei più grandi tenori di fama mondiale qual è stato Enrico Caruso, il regista e coreografo Mvula Sungani in collaborazione con il Comune di Sorrento, ha ideato e creato per l’étoile Emanuela Bianchini una nuova opera coreografica dal titolo Caruso, cui si affianca un progetto installativo/espositivo dello stesso Sungani e del visual-artist Alessandro Risuleo. Caruso vuole essere un omaggio all'Italia, a Sorrento e a due artisti che negli ultimi secoli l’hanno resa grande nel mondo: Enrico Caruso e Lucio Dalla. In un momento storico così complesso come quello che stiamo vivendo, diventa fondamentale conoscere a fondo il proprio passato per costruire un futuro che sia più solido possibile; da questo pensiero nasce il nuovo lavoro di Mvula Sungani. Arie d’opera cantate da Caruso e canzoni interpretate da Dalla, unite dalla world music del noto ensemble siciliano Unavantaluna, saranno rese “tridimensionali” grazie all’étoile Emanuela Bianchini e la Mvula Sungani Physical Dance.

31 ottobre ore 21 a seguire dj-set │Posto Unico 20€
1° novembre 2017 (ore 18 e ore 21) │Intero € 15 ridotto 10 €
Zocotoco Produzioni in collaborazioni con Piccoli Briganti
Who is Biancaneve
ideazione Piccoli Briganti con Nicola Magnini e Maurizio Lombardi
con Maurizio Lombardi, Roberto Caccavo, Alessandro Scaretti, Beatrice Baldaccini, Natasha Fonzetti, Benedetta Boschi, Simone Marzola, Ginevra Fenyes Tim Daish
musiche Claudio Corona Belgrave
costumi Daniele Davitti e Niccolò Gabbrielli
regia Maurizio Lombardi

Lo spettacolo prende spunto dalla fiaba originale di Biancaneve, fiaba nordica di grande effetto drammaturgico. La regia fresca e divertente punta ad approfondire e a rivisitare anche in chiave comica il racconto per renderlo adatto ad ogni fascia d’età: le invenzioni sceniche, le canzoni originali appositamente composte per l’occasione, i balletti e i continui rimandi al contemporaneo ne fanno uno spettacolo spassoso da godere insieme a tutta la famiglia e con gli amici, ideale per una serata all’insegna del divertimento e un modo per ritornare a teatro sotto una nuova veste.

DANZA
dal 3 al 5 novembre 2017 venerdì e sabato h 21 domenica h 18 (danza)
Hallo! I’m Jacket! (il gioco del nulla)
produzione Compagnia Dimitri/Canessa
coproduzione Associazione Sosta Palmizi
con il sostegno di Armunia
regia: elisa canessa
con: federico dimitri e francesco manenti
ass. artistica: stefano cenci e giorgio rossi
disegno luci: marco oliani
durata: 60’
Finalista Premio Inbox 2017
Selezione Visionari Kilowatt Festival 2017
Video promo https://www.youtube.com/watch?v=KQfggIw4No8

Hallo! I’m Jacket! è uno spettacolo fortemente ironico. È il riflesso ridicolo e dissacrante di un sentire che trae invece origine da riflessioni ben più amare, che riguardano in generale il cosiddetto “mondo contemporaneo”, con la sua rapidità da fast food mediatico, cultura usa e getta e ansia performativa. Immersi fino al collo in una realtà che sembra dare sempre più credito a ciò che semplicemente è di tendenza, ci “facciamo beffa” di questo nostro mondo contemporaneo, costantemente assillato dall’idea di essere: produttivo! seduttivo! interessante! alternativo! figo! indipendentemente da quali siano i contenuti e i saperi. L’amarezza lascia però spazio totale alla buffoneria, alla presa in giro, all’ironia surreale. 


6 novembre 2017 h 21 (musica)
Soundcity: suoni dalle città di frontiera
Banda Ikona in concerto
Stefano Saletti oud, bouzuki, chitarre, voce, Barbara Eramo voce, Mario Rivera: basso acustico, Giovanni Lo Cascio: drums set, percussioni, Gabriele Coen: clarinetto, sax, flauto, Carlo Cossu: violino, Arnaldo Vacca: percussioni
con: Lucilla Galeazzi voce, Yasemin Sannino voce, Gabriella Aiello voce, Nando Citarella voce, tammorra, Pejman Tadayon ney, kemenche

«Il Mediterraneo... sono delle strade. Strade per mare e per terra. Collegate. Strade e città. Grandi, piccole. Si tengono tutte per mano. Il Cairo e Marsiglia, Genova e Beirut, Istanbul e Tangeri, Tunisi e Napoli, Barcellona e Alessandria, Palermo e... ». Jean-Claude Izzo, Marinai perduti
Un concerto che diventa un cammino tra le strade del Mediterraneo. Questo è quello che presentano Stefano Saletti & Banda Ikona in “Soundcity: suoni dalle città di frontiera”.

Compagni di viaggio di Saletti, polistrumentista che suona oud, bouzouki, saz, chitarra ci sono i musicisti che da dieci anni fanno parte della Banda Ikona: Barbara Eramo (voce), Mario Rivera (basso), Giovanni Lo Cascio (batteria e percussioni), Gabriele Coen (fiati), Carlo Cossu (violino), Arnaldo Vacca (percussioni). Ospiti speciali della serata, le voci di Lucilla Galeazzi, Yasemin Sannino e Gabriella Aiello, Nando Citarella e Pejman Tadayon (che con Saletti danno vita al progetto Cafè Loti).

7 novembre 2017 h 21 (musica) Calendario civile
Albero della Libertà e Circolo Gianni Bosio
Maledetti studenti italiani che la guerra l’avete voluta
con L’Albero della Libertà (Sara Modigliani, Gabriele Modigliani, Stefano Pogelli, Gavina Saba, Livia Tedeschini Lalli, Laura Zanacchi) e il cantastorie Mauro Geraci
Delle guerre meglio festeggiare la fine, non l’inizio. “Maledetti studenti italiani che la guerra l’avete voluta” è uno spettacolo-concerto costruito, negli anni del centenario della Prima Guerra Mondiale, a partire dalle storie e dalle canzoni di chi quella guerra l’ha subita ed è stato costretto a combatterla. Il titolo viene da una canzone molto diffusa nella memoria popolare, tuttora ricordata e cantata nella tradizione orale ed esprime assai bene il risentimento nei confronti di un interventismo classista già pronto a trasformarsi in fascismo.

8 novembre 2017 h 21 (teatro e musica) Festival Flautissimo
Compagnia “Diritto & Rovescio”
Appuntamento con Tabucchi: La donna di Porto Pim
di Antonio Tabucchi
con Roberto Herlitzka
musica dal vivo Isabella Mangani, voce e Felice Zaccheo, chitarra
cura registica Teresa Pedroni

Antonio Tabucchi: Non so se il mare disperda le certezze… il mare come lo intendeva Pessoa è il mare dell’ode marittima, che richiamava gli antichi velieri di Coleridge, i pirati di Stevenson, il brulichio delle persone sul molo sul quale Pessoa andava a aspettare che arrivassero i vascelli dall’Oriente. Ma il mare è quello che ci mostra meglio l’orizzonte, quando noi viviamo nelle nostre case il filo dell’orizzonte è assente, sul mare lo vediamo meglio, dunque la certezza si disfa un pò come la nebbia, si sfilaccia…
La Serata Reading - Concerto “Donna di Porto Pim” è un omaggio al grande scrittore Antonio Tabucchi, interpretato da un virtuoso dell’arte drammatica quale Roberto Herlitzka a cura di Teresa Pedroni. Il piccolo libretto “Donna di Porto Pim” compone una geografia di frammenti immaginari e insieme biografici “nati” - dice l’autore,-“oltre che dalla sua disponibilità alla menzogna, da un periodo di tempo passato nelle isole Azzorre”.  

13-14 novembre 2017 h 21 (teatro e letteratura)
Cara Dacia
letture, incontri e spettacoli per Dacia Maraini
programma:
13 nov.
ore 19 incontro e dibattito con Dacia Maraini
ore 21 Lunaria Teatro in La lunga vita di Marianna Ucrìa. *
con Raffaella Azim e Francesca Conte
luci Giorgio Neri
scene Giorgio Panni e Giacomo Rigalza
regia Daniela Ardini
lo spettacolo replicherà il 14 nov.
Dacia Maraini è una scrittrice, poetessa, saggista, drammaturga e sceneggiatrice italiana. Ha vinto, oltre il premio Strega, il premio Campiello e altri numerosi e prestigiosi premi. Le sue opere sono tradotte e rappresentate in tutto il mondo! I grandi temi sociali, la vita delle donne, i problemi dell’infanzia, sono al centro della sua numerosissima produzione letteraria e teatrale. Il teatro Vascello le vuole rendere un dovuto e affettuoso omaggio.
*Lo spettacolo utilizza un interprete L.I.S. Lingua Italiana dei Segni per rivolgersi anche alle persone ipoudenti

20 novembre 2017 h 21 (teatro e musica)
Accademia Italiana del Flauto
Festival Flautissimo 19a Ed
Anche queste due mani vengono con me
di Elena Stancanelli
con Peppe Servillo
musiche di Gabriele Coen
eseguite dal vivo da Natalino Marchetti, fisarmonica e Gabriele Coen, flauto, clarinetto e sax
immagini Michel Fingesten
regia Stefano Cioffi

Il testo è stato commissionato alla scrittrice Elena Stancanelli e la musica a Gabriele Coen. Sul palco una scenografia scarna e un grande schermo sul quale vengono proiettate le famose illustrazioni dell’artista ceco Michel Fingesten, artista geniale, che ha viaggiato per tutti i mari, dall’Australia agli Stati Uniti per essere poi internato nel campo di prigionia fascista di Ferramonti, in Calabria, nel 1942. Il direttore del campo, Paolo Salvatore inizia a nutrire rispetto e venerazione per quell'uomo mite, totalmente assorto nella sua arte, e reso quasi invulnerabile dal suo dono, dal suo talento. Ma, alcuni mesi dopo, l'ufficiale sarà dimesso dalla direzione perché il suo atteggiamento è considerato dalle autorità fasciste "troppo benevolo rispetto agli internati". Il racconto è sorretto dalle sonorità create appositamente da Gabriele Coen, sullo sfondo del palco le proiezioni delle opere di Fingesten accompagnano la narrazione.

dal 29 novembre al 10 dicembre 2017 (prosa) dal mercoledì al sabato h 21 domenica h 18
La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello
Salvati
Saved di Edward Bond
traduzione di Tommaso Spinelli
con Antonio Bandiera, Francesco Biscione, Carolina Cametti, Michele Costabile,
Lucia Lavia, Manuela Kustermann, Gianluca Merolli, Marco Rizzo, Marco Rossetti,
Giovanni Serratore
scene Paola Castrignanò
costumi Domitilla Giordano
luci Valerio Geroldi
consulenza musicale Fabio Antonelli
regia di Gianluca Merolli
progetto sostenuto e finanziato da ACEA spa

Saved non è un testo psicologico, in cui cercare di capire i processi mentali che portano al delitto efferato, tanto meno un testo morale, in cui cercare le ragioni del singolo in relazione alla comunità. È una tragedia le cui domande hanno sempre una matrice politica. Non ci sono buoni e cattivi, ma uomini e donne che non hanno ereditato gli strumenti per attuare una scelta positiva. Abbiamo smarrito l’innocenza e l’unico mezzo che conosciamo per trovare il nostro posto nel mondo è la crudeltà. L’innocenza ci farebbe ricordare ciò che siamo stati da bambini e che ora non siamo più e, dunque, la lapidiamo.

4 dicembre 2017 h 21 (Musica) Calendario civile
Circolo Gianni Bosio
Le vite operaie contano, Mondine di Porporana
con Sara Modigliani, Susanna Buffa, Vanessa Cremaschi e Stefano Donegà
letture dai libri: ThyssenKrupp. L'inferno della classe operaia di Diego Novelli e La città dell'acciaio. Due secoli di storia operaia di Alessandro Portelli

11 dicembre2017 h 21 (Teatro e Musica)
Accademia italiana del Flauto
Rotte Mediterranee | Racconti, musiche e canzoni
con Moni Ovadia, Anissa Gouizi e Giovanni Seneca (chitarre)
testi Ivo Andric, Paolo Rumiz e Moni Ovadia
Composizioni e arrangiamenti Giovanni Seneca

“Tutto ciò che questa nostra vita esprime - pensieri, sforzi, sguardi, sorrisi, parole, sospiri - tutto tende verso l'altra sponda, come verso una meta, e solo con questa acquista il suo vero senso. Poiché, tutto è passaggio, è un ponte le cui estremità si perdono nell'infinito e al cui confronto tutti i ponti dì questa terra sono solo giocattoli da bambini, pallidi simboli. Mentre la nostra speranza è su quell'altra sponda.”
Rotte Mediterranee è un recital per voce e chitarre basato sullʼintreccio di racconti e canzoni popolari dellʼarea mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca.
Rotte Mediterranee è un recital per voce e chitarre basato sullʼintreccio di racconti e canzoni popolari dellʼarea mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca. Il mediterraneo non è solo un
luogo geografico, è
unʼatmosfera, un paesaggio. È 
tra i punti cardinali, quello che 
vive nel presente: non è la 
proiezione smisurata della
 conquista dellʼovest, né il rigore
nordico dellʼetica del lavoro, non
 è lʼorigine che appartiene 
allʼoriente, ma è lʼesperienza della complessità, la ricchezza delle differenze. Una dimensione della conoscenza non ossessionata dalla crescente velocità.

12 dicembre 2017 h 21 Festival Flautissimo 19a Ed.
Accademia Italiana del Flauto
Klezroym | Onde di suono Mediterranee
Le musiche della diaspora ebraica, dal Mediterraneo all'Europa Orientale
Con Gabriele Coen flauto, sax soprano, clarinetto
Andrea Pandolfo Tromba, flicorno
Riccardo Manzi chitarra, bouzouki, voce
Andrea Avena contrabbasso
Leonardo Cesari batteria - Eva Coen voce

Allo stesso tempo passionale e contemplativa, a volte selvaggia e frenetica, la musica Klezmer ha assorbito moltissimo dal folclore est-europeo e zigano, combinandolo con l'espressività tipicamente ebraica. Estremamente coinvolgente, il klezmer è un esempio di forma musicale tradizionale in continuo sviluppo, che interagisce con successo con sonorità più moderne.
La musica Klezmer é la radice e lo spunto per una ricerca che ha portato i KlezRoym a scrivere brani del tutto originali ed a realizzare arrangiamenti in cui la matrice tradizionale è importante riferimento musicale ma soprattutto modello di libertà ed apertura alle diverse matrici culturali dei musicisti del gruppo. I KlezRoym, partendo dalla riscoperta del patrimonio musicale ashkenazita e sefardita, propongono un continuo lavoro di incontro tra diverse culture musicali (mediterranea, mediorientale, italiana), costruendo un suggestivo ponte sonoro tra musica popolare e jazz contemporaneo.

13 dicembre 2017 h 21 (prosa)
369gradi
White Rabbit Red Rabbit
di Nassim Soleimanpour

White Rabbit Red Rabbit è un esperimento sociale in forma di spettacolo. L’attore, senza regia e senza prove, apre la busta sigillata che contiene il testo, direttamente sul palco e ne legge il contenuto al pubblico. Una sedia, un tavolo, due bicchieri d’acqua gli orpelli concessi. Il testo è un veicolo per l’autore, che è iraniano e che vuole condividere una condizione attraverso parola e gioco, ironia e intimità, innescando una reazione a catena estremamente stimolante. Ci sono delle regole da rispettare, per chi accetta la sfida: chi decide di portarlo sulla scena non può averlo visto prima. Deve arrivare in teatro e iniziare a giocare. Dal 2011 a oggi lo spettacolo ha girato il mondo tradotto in 20 lingue, tra gli interpreti anche Whoopi Goldberg e Ken Loach. Il 13 dicembre gioca con noi Antonio Catania.

14 dicembre 2017 h 21 (prosa)
369gradi – Italian & American Playwrights Project
ADA Potere - Author Directing Author

Dedicato alla drammaturgia italiana contemporanea, Italian Playwrights Project è nato nel 2014 all’interno del dipartimento teatrale della City University di New York, Martin Segal Theatre Center - Graduate Center, grazie a Valeria Orani, direttrice artistica di Umanism NYC e di 369gradi in Italia, e a Frank Hentschker, direttore del Segal Center, riuscendo ad innescare, durante le sue prime due edizioni, un dialogo indispensabile e fruttuoso tra autori, operatori, giornalisti, istituzioni, pubblico. L’esperienza positiva di New York è stata incoraggiante per creare un progetto gemello dedicato alla drammaturgia americana contemporanea da presentare in Italia.

15 -16-17 dicembre 2017 (teatro e circo)
orari: ven. h. 21- sab,h. 17 e 21 – dom. h. 15 e 18
Prezzo: € 10 posto unico
Compagnia El Grito
Johann Sebastian Circus
idea originale Ruiz Diaz, Costantini, Bolognini
con Fabiana Ruiz Diaz, Giacomo Costantini, Andrea Farnetani
Produzione I Concerti nel Parco in collaborazione con Teatro Vascello

Il Circo El Grito porta in scena il delicato delirio di tre personaggi onirici e visionari: una
spericolata acrobata aerea, un clown equilibrista e un musicista multistrumentista prendono per mano il pubblico e l'accompagnano nella loro quotidianità̀, nei loro ricordi, nelle loro fantasie. Spettacolo adatto a tutta la famiglia, in “Johann Sebastian Circus” il carattere multidisciplinare del circo contemporaneo, con le sue danze, giocolerie ed acrobazie, incontra il potere della musica. Un work in progress di “Johann Sebastian Circus”, presentato fuori concorso nell'ambito di Scintille / Asti Teatro 36 ha ottenuto la menzione d'onore, con la seguente motivazione della giuria: “un esempio di straordinaria originalità̀ e qualità̀ che nel suo sviluppo successivo rappresenterà̀ sicuramente una tappa luminosa nel percorso artistico della giovane compagnia italiana di circo contemporaneo”.

dal 19 al 23 dicembre 2017 h 21 (prosa)
Teatro del Loto Libero Opificio Teatrale Occidentale
La locandiera
di Carlo Goldoni
con Silvia Gallerano, Claudio Botosso, Giorgio Careccia, Andrea Ortis, Chiara Cavalieri, Eva Sabelli, Diego Florio, Giulio Maroncelli, Pierdomenico Simone
scene Lara Carissimi e Michelangelo Tomaro
costumi Martina Eschini
disegno luci Daniele Passeri
direttore di scena Fabrizio Russo
fonico e elettricista Gianmaria Spina
adattamento e regia di Stefano Sabelli

Immersa tra giunchiglie e arboree di fiume, la Locanda “Vecchio Po” è una palafitta girevole che assume le sembianze ora di una nave corsara, che aspetta stancamente il vento in poppa, ora di una casa di frontiera sospesa sull’acqua, con forse, dietro, il precipizio. Il clima da bassa Padania, esotico e fluviale traina una fantasia visionaria, dove la notte scura è illuminata da lucciole e lanterne che scompongono, sul manto del fiume, un continuo e forsennato caleidoscopio di luci, speranze e sospiri.
Silvia Gallerano è Mirandolina una Locandiera combattuta fra tradizione e femminilità
emancipata, moderna e sensuale, abile ma priva delle leziosità connaturate in genere al ruolo. Intorno a lei, mentre la radio trasmette mambo d’epoca e standard di Gleen Miller, un’umanità border-line, composta da incalliti giocatori d’azzardo, debosciati melomani, balordi dandy e subrettine da ultimo spettacolo che intonano arie operistiche o evergreen del Trio Lescano e Rabbagliati. Millantando e spacciando il poco che hanno come il tesoro segreto e ritrovato nello scrigno riesumato di un pirata dei Balcani, guappi, prostitute e zanzare danzano sul pontile in cerca di clienti da ultima frontiera.
Un clima di varietà e avanspettacolo invade l’atmosfera umida e languida della Locanda, che, come un carillon spinto da sospiri e passioni, prende a girare a ritmo di swing o con il languore di un liscio, intonato senza tempo e ritmo dal fisarmonicista che, muto e saggio, osserva ridente e silente lo scorrere del fiume e di quel che porta e trascina via.

dal 26 al 31 dicembre 2017 (prosa) dal mercoledì al sabato h 21 domenica h 18
Elsinor centro di produzione teatrale
Miseria e Nobiltà
dal testo di Eduardo Scarpetta
scritto da Michele Sinisi e Francesco M. Asselta
con Diletta Acquaviva, Stefano Braschi, Gianni D'addario, Gianluca delle Fontane,
Giulia Eugeni, Francesca Gabucci, Ciro Masella, Stefania Medri, Giuditta Mingucci,
Donato Paternoster, Michele Sinisi
regia Michele Sinisi

Miseria e Nobiltà è prima di tutto un testo farsesco scritto da Eduardo Scarpetta sul finire dell’800. Ma in realtà nel tempo e nel suo stratificato percorso storico, con le facce e le maschere dei grandi interpreti del passato, è diventato molto di più fino ad approdare al territorio della memoria istintiva e ancestrale ; senza perdere il senso originario e mantenendo intatta la sua radice teatrale, la rappresentazione della vita segue le forme del tempo presente con tutte le dinamiche che la società ingloba e restituisce ogni giorno. La storia di un povero squattrinato, Felice Sciosciammocca, che costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro (in particolare quella napoletana) abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia. 

DANZA
dal 15 al 17 gennaio 2018 h 21 (Danza)
Resextensa
Trilogìa
idea e progettazione Michele Pogliani, Tiziana Barbaranelli e Stefano Pirandello
coreografie Michele Pogliani in collaborazione con i danzatori
costumi Tiziana Barbaranelli
disegno luci Stefano Pirandello
interpreti e collaboratori alle coreografie: Enrico Alunni, Giovanni Quintiero, Gabriele Montaruli, Ivan Montis, Stefano Zumpano

Vi ho promesso di non dimenticare.
Vi ho portati in salvo nella memoria.
Voglio tenere tutto stretto, fin dal principio, i dettagli, il caso, il fluire degli eventi. Prima che la distanza offuschi lo sguardo che si volge indietro […]. Eppure solo la distanza consente di risalire a un probabile inizio.
- Luther Blisset


DANZA
19 e 20 gennaio 2018 h 21 (Danza)
EBBÒ
l’offerta dal cuore
Uno spettacolo di e con Maria Grazia Sarandrea e Giovanni Imparato
video Alessandra Stabile e Fabrizio Barraco
costumi Enrica Barbano

Lo spettacolo Ebbò è un caleidoscopio di musiche e danze di varia provenienza, dalla santeria cubana alla ritualità indiana, un incontro di diverse culture dalle atmosfere magiche e suggestive.
“Ebbò” è uno spettacolo pieno di energia, rivitalizzante e coinvolgente; vi domina il tamburo, il cui ritmo rappresenta il battito del cuore, le sue frequenze, i suoi sussulti; le danze, di pura contaminazione stilistica, sono impreziosite da maschere ed eleganti costumi. I video innovativi, introducono nuovi spazi che riportano l’arte nella natura, mettendo a confronto il rito con l’artificio tecnologico.
Il titolo ebbò deriva da un vocabolo yoruba (Nigeria) e sta ad indicare l’offerta rituale, una manifestazione del più puro spirito di gratitudine nei confronti di tutto l’esistente. 


21 gennaio h 18 (prosa/cabaret)
369gradi
FILETTI DI SGOMBRO 2018 (1° edizione)
Ivan Talarico in
Il mio occhio destro ha un aspetto sinistro
Cantautore, vincitore come Miglior Testo a Musicultura 2015, ospite al Premio Tenco 2016.
Filetti di sgombro è un esperimento in tre puntate, una mini rassegna ideata da 369gradi che sceglie la comicità come linguaggio espressivo. Filetti è il porzionamento di Sgombro, un dispositivo intellettuale e laico dal linguaggio comico, ironico e disperato nato al Cinema Palazzo, che raccoglie artisti e che ospita attori, musicisti, autori e poeti differenti ad ogni appuntamento. Un format cult che vuole accendere il sorriso per illuminare la capitale. Filetti è un assaggio o meglio una selezione di tre artisti di riferimento dell’underground romano ideatori e protagonisti storici di Sgombro, che sfidano e si ritrovano nella dimensione teatrale del Vascello.

dal 23 al 30 gennaio 2018 (Prosa) dal martedì al sabato h 21 domenica h 18
Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia
Das Kaffeehaus
La bottega del caffè
di Rainer Werner Fassbinder da Carlo Goldoni
traduzione di Renato Giordano
Filippo Borghi, Adriano Braidotti, Ester Galazzi
Andrea Germani, Lara Komar, Riccardo Maranzana
Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos
e con Graziano Piazza
regia e adattamento scenico di Veronica Cruciani

Das Kaffeehaus è un’interessante riscrittura di Rainer Werner Fassbinder del goldoniano La bottega del caffè: la pièce, che il regista e autore teatrale e cinematografico tedesco mise in scena per la prima volta nel 1969 a Brema, riadatta la commedia che Goldoni scrisse nel 1750 senza tradirne i sottotesti. Com’è nelle corde di questo autore inquieto, maledetto e geniale, prevalgono le tinte fosche e lugubri, una crudeltà cinica che trova perfette assonanze nel nostro presente.
A portare in scena il lavoro è la Compagnia del Teatro Stabile, a cui si aggiunge Graziano Piazza, attore di esperienza e classe che negli anni Novanta ha preso parte a produzioni quali Medea e Intrigo e amore, apparendo poi spesso in spettacoli ospiti, fra cui il recente Il principe di Homburg. L’assieme sarà diretto da Veronica Cruciani, fra le punte di diamante di una generazione di registi italiani che sa indagare con molteplicità di linguaggi le luci e le ombre della contemporaneità.

dal 1° al 18 febbraio 2018 (prosa) dal martedì al sabato h 21 – domenica h 18
La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello
Il Gabbiano
di Anton Cechov
con Manuela Kustermann, Paolo Lorimer, Massimo Fedele, Sara Borsarelli, Maurizio Palladino, ed altri interpreti in via di definizione
scene e costumi Giancarlo Nanni
luci Valerio Geroldi
assistente alla regia Gaia Benassi
regia Giancarlo Nanni
ripresa da Manuela Kustermann

Il Gabbiano di Cechov con la regia di Giancarlo Nanni, nasce da un lungo percorso, fatto di studio, laboratori, prove che la compagnia tutta fece tra il 1996 e il 1998. La versione riproposta vede ancora il cast originale, di quel favoloso gruppo di lavoro che costituiva il nucleo centrale della compagnia La Fabbrica dell'Attore. Uniche eccezioni dalla sua versione originale di questa rimessa in scena, sono legate alle sostituzioni degli attori che interpretano Nina e Kostia, che per ragioni anagrafiche non possono essere le stesse di 20 anni fa. Ne cura la rimessa in scena Manuela Kustermann, la custode più attendibile del segno registico di Nanni, con l’intento di far rivivere magicamente quell'atmosfera che il regista seppe costruire insieme alla compagnia.

dal 12 febbraio 2018 h 21 (musica)
Compagnia delle Luna
Mazzocchetti-Piovani “Serata a due”
Fisarmonica Germano Mazzocchetti
Pianoforte Nicola Piovani
Una serata in teatro in cui Germano Mazzocchetti alla fisarmonica e Nicola Piovani al pianoforte presentano alcuni brani significativi del loro lavoro di compositori, scritti per il teatro e per il cinema. Alternandosi con i loro strumenti, suonando da soli o in due, costruiranno un piccolo tragitto teatrale delle loro storie musicali.

dal 20 al 25 febbraio 2018 (prosa e musica) dal martedì al sabato h 21 – domenica h 18
Lucilla Galeazzi
Il fronte delle donne
con Lucilla Galeazzi (mezzosoprano, chitarra, narrazione), Sara Marchesi (mezzosoprano, narrazione), Chiara Casarico (mezzosoprano, narrazione), Nora Tigges (soprano), Susanna Buffa (soprano), Susanna Ruffini (soprano), Marta Ricci (mezzosoprano), Stefania Placidi (chitarra)
regia Maria Rosaria Omaggio

“Il fronte delle donne”, rilettura al femminile del primo conflitto mondiale, è frutto della ricerca storica, letteraria e musicale di Lucilla Galeazzi ed è un toccante e commovente percorso di riflessione sul più terribile e sanguinoso conflitto bellico che la storia ricordi e che sconvolse la vita quotidiana di milioni di uomini e donne. Nello spettacolo, che ha ottenuto la prestigiosa concessione per l’utilizzo del logo delle celebrazioni nazionali per il Centenario della Grande Guerra, si alternano testimonianze e musica, storie individuali e canti della tradizione popolare orale. I canti sono eseguiti in polifonia a tre voci, a due voci o a voce sola, anche senza alcun accompagnamento strumentale, mentre i racconti restituiscono con efficacia le emozioni e l’inferno di quella guerra, osservata da un punto di vista femminile. In scena con Lucilla Galeazzi il sestetto vocale Levocidoro, che da anni la accompagna nei suoi progetti di polifonia, Maria Rosaria Omaggio* e la chitarrista Stefania Placidi.

25 febbraio h.21 (prosa/cabaret) Filetti di Sgombro
369gradi
FILETTI DI SGOMBRO 2018 (1° edizione)
Daniele Parisi in
Euhoé!
Attore diplomato all'Accademia Silvio D'amico, vincitore del Premio Miglior Attore Emergente al Festival del Cinema di Venezia 2016 per il film “Orecchie” di cui è protagonista.
Filetti di sgombro è una mini rassegna ideata da 369gradi. Filetti è il porzionamento di Sgombro, un dispositivo intellettuale e laico dal linguaggio comico, ironico e disperato che raccoglie artisti e ospita attori, musicisti, autori e poeti differenti ad ogni appuntamento. Filetti è una selezione di tre artisti di riferimento dell’underground romano che sfidano e si ritrovano nella dimensione teatrale del Teatro Vascello.

dal 27 febbraio al 4 marzo 2018 (prosa) dal martedì al sabato h 21 – domenica h 18
Cantieri Teatrali Koreja
Frame
progetto e ideazione Alessandro Serra
con Francesco Cortese, Riccardo Lanzarone, Maria Rosaria Ponzetta, Emanuela Pisicchio, Giuseppe Semeraro
Regia, scene, costumi e luci Alessandro Serra

Una novella visiva, senza trama e senza finale, direbbe Cechov, una porta semiaperta per un istante su una casa sconosciuta e subito richiusa. Di Hopper non mi interessano le indubbie qualità pittoriche quanto piuttosto la capacità di imprimere sulla tela l’esperienza interiore. Ricrearla in scena. Farla vedere, anche solo per un istante. Nei suoi quadri non vi è alcuna intenzione morale o psicologica, egli semplicemente coglie il quotidiano dei giorni. Opere straordinarie compiute attraverso l’ordinario. Quanto più consuete sono le ambientazioni, abitate da figure semplici, tanto più si rivela la magia del reale. Non c’è tempo per descrivere, tutto accade in un soffio. In un soffio si rappresenta la verità interiore. 

dal 6 all'11 marzo 2018 (disponibile anche in matinée) - prosa
dal martedì al venerdì h 21 - sabato h 17 e h 21– domenica h 15
Cantieri Teatrali Koreja
Paladini di Francia
di Francesco Niccolini
con Carlo Durante, Francesco Cortese, Anna Chiara Ingrosso, Emanuela Pisicchio
ideazione scene Iole Cilento
realizzazione scene Porziana Catalano, Iole Cilento
musiche originali Pasquale Loperfido
voce di Carlo Magno Fabrizio Saccomanno
disegno luci Angelo Piccinni
tecnico Alessandro Cardinale
organizzazione Laura Scorrano
assistente alla regia Valentina Impiglia
regia Enzo Toma

Paladini di Francia –“spada avete voi, spada avete io!”
Vita, morte e disavventure di Orlando e altri strani paladini. Dedicato a “Che cosa sono le nuovle?” di Pier Paolo Pasolini. Giochi di bambini. Giochi di guerra. Marionette. Pupi. Roba vecchia e bellissima. Da spaccare in due a colpi di spada. Sotto: corpi, metallo, amore e guerra. Sopra: fili, voci tonanti e un destino tragico. Carlo Magno e i suoi paladini. Da ragazzo li odiavo quei personaggi, prototipi di conquistatori. Invece amavo con tenerezza e batticuore le loro raffigurazioni morte, quelle marionette fatte a pezzi, legate a un cielo di carta strappato. Vent'anni dopo, quando vedo uomini e/o marionette morire sui campi di battaglia, ho capito che tutti meritano compassione e i loro corpi vanno rispettati.

La storia comica e tragica dei paladini di Carlo Magno – dall’arrivo a corte della bella Angelica al massacro di Roncisvalle – racconta la bellezza e la crudeltà della vita.

DANZA

dal 14 al 18 marzo 2018 (danza) dal mercoledì al sabato h 21 – domenica h 18
Balletto di Roma
Bolero – Trip Tic
musiche di Debussy e Ravel
coreografie di Giorgia Nardin, Chiara Frigo e Francesca Pennini

Dopo il primo titolo del 2016, Paradox, Balletto di Roma torna ad esplorare la forma del trittico: ad essere protagonisti questa volta sono tre brani musicali, che rimandano allo straordinario periodo di innovazione e fermento artistico che accompagnò l'ascesa dei Balletti Russi in Europa agli inizi del 1900. Purtroppo, le figure femminili che contribuirono allo sviluppo della cultura della danza europea in quegli anni rimangono nell'ombra: è il caso, ad esempio, di Ida Rubinstein, danzatrice e mecenate, che nel 1928 commissionò a Ravel il celebre Bolero, per un balletto che coreografò e danzò poi lei stessa. È quindi con questo nuovo titolo che Balletto di Roma decide di dare voce a tre artiste italiane attive sulla scena contemporanea internazionale e offrire loro l'opportunità di confrontarsi con la creazione nell'ambito di una compagnia, compagnia che in questo modo arricchisce il proprio repertorio con diversi linguaggi coreografici e nuovi approcci artistici.

dal 20 al 25 marzo 2018 (prosa) dal martedì al sabato h 21 – domenica h 18
Teatro Valdoca
Giuramenti
di Mariangela Gualtieri
con Arianna Aragno, Elena Bastogi, Silvia Curreli, Elena Griggio, Rossella Guidotti, Lucia Palladino, Alessandro Percuoco, Ondina Quadri, Piero Ramella, Marcus Richter, Gianfranco Scisci, Stefania Ventura
regia Cesare Ronconi

GIURAMENTI, nuova produzione di Teatro Valdoca, è il frutto di tre mesi ininterrotti di lavoro, tra prove e vita in comune, a L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino. Un grande affresco che coraggiosamente tenta un modo radicale, plenario e arcaico di fare teatro, e torna al cuore del lavoro trentennale della compagnia. Diretto da Cesare Ronconi e scritto da Mariangela Gualtieri per dodici giovani interpreti d’eccellenza.

26 marzo 2018 h 21 (musica) 27 marzo matinèe h 10.30
Paolo Vivaldi
La pazzia d'Orlando
da L'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto
un progetto di Paolo Vivaldi
con Matteo Belli e Katia Pietrobelli
musiche dal vivo Paolo Vivaldi (pianoforte), Alberto Mina (violino), Antonio Bossone (viola), Carlo Onori (violoncello), Domenico Ascione (corde), Yasemin Sannino e Mohssen Kasirossafar (voce), Alessandro Sartini (live electronics)

La presente messa in scena, in forma di lettura-concerto, del ventitreesimo Canto del celebre poema ariostesco offre la preziosa occasione di riscoprire la smagliante versificazione in ottave incarnata dal plasticismo di una drammaturgia musicale che s’incontra con il concerto sinfonico delle voci recitanti in un dialogo immaginifico, ma al contempo vivissimo, intessuto dalle trame disegnate dai fili d’oro di quella grande letteratura che rilegge il tema classico dell’epica cavalleresca, come recuperandolo dalle nebbie oniriche di un passato che pul rivivere solo grazie ai sortilegi di un’estrema tensione estetica.

30 - 31 marzo (prosa/cabaret) Filetti di Sgombro h 21
369 gradi
FILETTI DI SGOMBRO 2018 (1° edizione)
Claudio Morici in
46 tentativi di lettera a mio figlio
Ex psicologo, copywriter, autore di romanzi per Bompiani ed E/O.

Filetti di sgombro è una mini rassegna ideata da 369gradi. Filetti è il porzionamento di Sgombro, un dispositivo intellettuale e laico dal linguaggio comico, ironico e disperato che raccoglie artisti e ospita attori, musicisti, autori e poeti differenti ad ogni appuntamento. Filetti è una selezione di tre artisti di riferimento dell’underground romano che sfidano e si ritrovano nella dimensione teatrale del Teatro Vascello.

Dal 5 all’8 aprile 2018 (prosa) dal giovedì al sabato h 21 – domenica h 18
Fondazione Teatro della Toscana
GABRIELE LAVIA in
Lavia dice Leopardi (5-6 aprile)
“Le poesie di Leopardi sono talmente belle e profonde che basta pronunciarne il suono, non ci vuole altro. Da ragazzo volli impararle a memoria, per averle sempre con me. Da quel momento non ho mai smesso di dirle. Per me dire Leopardi a una platea significa vivere una straordinaria ed estenuante esperienza. Anche se per tutto il tempo dello spettacolo rimango praticamente immobile, ripercorrere quei versi e quel pensiero equivale per me a fare una maratona restando fermo sul posto”.
Il sogno di un uomo ridicolo (7-8 aprile) sabato h 21 – domenica h 18
di Fëdor Dostoevskij
e con Lorenzo Terenzi
l’allestimento è curato dal Laboratorio di Costumi e Scene del Teatro della Pergola
regia Gabriele Lavia

Il sogno di un uomo ridicolo rappresenta un mondo che si è condannato alla sofferenza, auto-recluso, serrato e costretto in una metaforica camicia di forza, condizione e impedimento di ogni buona azione. Un momento di riflessione profonda e appassionata, in una dimensione sospesa tra fiaba nera e ricognizione psichica. Dostoevskij concepisce Il sogno di un uomo ridicolo come un racconto fantastico, inizialmente inerito nel Diario di uno scrittore. Si tratta della storia di un uomo abbandonato da tutti, che ripercorre in un viaggio onirico la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società. Un omaggio a Dostoevskij e a quest’opera, per riaffermare con forza come l’indifferenza, la corruzione e la degenerazione non possono essere le condizioni di vita della nostra società.

11 e 12 aprile 2018 h 21 (prosa)
Fortebraccio Teatro
I giganti della montagna
da Luigi Pirandello
musiche e suoni Gianluca Misiti
video Barbara Weigel
elementi di scena Silvano Santinelli, Luca Baldini
assistenti alla regia Lorenzo Berti, Alessandro Porcu
direzione tecnica Max Mugnai
movimenti di scena Marco Mencacci, Federico Lepri
in collaborazione con Armunia Festival Costa degli Etruschi, Festival Orizzonti, Fondazione Orizzonti d’Arte, Emilia Romagna Teatro Fondazione
di e con Roberto Latini

Terzo dei miti moderni di Pirandello.
Dopo il religioso “Lazzaro” e il sociale “La Nuova Colonia”, I Giganti della Montagna è il mito dell'arte. Rappresentato postumo nel 1937, è l'ultimo dei capolavori pirandelliani ed è incompleto per la morte dell'autore. La vicenda è quella di una compagnia di attori che giunge nelle sue peregrinazioni in un tempo e luogo indeterminati: al limite, fra la favola e la realtà, alla Villa detta "la Scalogna".

14 e 15 aprile 2018 (prosa) sabato h 21 – domenica h 18
Fortebraccio Teatro
Amleto + Die Fortinbrasmaschine
da W. Shakespeare/Heiner Müller
musiche e suoni Gianluca Misiti
luci e tecnica Max Mugnai
drammaturgia Roberto Latini Barbara Weigel
movimenti di scena Marco Mencacci, Federico Lepri e Lorenzo Martinelli
organizzazione Nicole Arbelli
in collaborazione con L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino ATER Circuito Regionale Multidisciplinare – Teatro Comunale Laura Betti Fondazione Orizzonti d’Arte
con il contributo di MiBACT Regione Emilia-Romagna
di e con Roberto Latini

AMLETO + DIE FORTINBRASMASCHINE è la riscrittura di una riscrittura.
Alla fine degli anni ‘70 Heiner Müller componeva un testo che era liberamente ispirato all’Amleto di Shakespeare.
Oggi, tentiamo una scrittura scenica liberamente ispirata a Die Hamletmaschine di Heiner Müller. Lo facciamo tornando a Shakespeare, ad Amleto, con gli occhi di Fortebraccio, con l’architettura di Müller, su un palcoscenico sospeso tra l’essere e il sembrare. Intitoliamo a Fortebraccio il nostro sguardo sul contemporaneo, la caccia all’inquietudine nel fondo profondo del nostro centro, per riscriverci, in un momento fondamentale del nostro percorso. Ci siamo permessi il lusso del confine e abbiamo prodotto da quel centro una deriva.
Una derivazione, forse; alla quale riferirci nel tempo, o che probabilmente è il frutto maturo di un tempo che già da tempo è il nostro spazio.

17 aprile 2018 h 21 (danza)
Cinzia Merlin produzione
4rhytm
con Jep Meléndez body percussionist, tap & sand dancer Cinzia Merlin, pianista; Ruben Sanchez tap dancer; Tupac Mantilla, percussionist & body performer
direzione artistica Jep Meléndez

Quattro artisti del panorama internazionale provenienti da percorsi artistici eterogenei in uno spettacolo unico nel suo genere in cui musica, danza, movimento e body percussion si fondono. Dallo strumento al corpo, dal corpo allo strumento. La musica si trasforma, si fonde, si sente, si vede e dialoga. Un dialogo tra musica, movimento, danza e strumento. Uno spettacolo in cui ritmo, corpo e il fluire dei movimenti si fondono e si confondono. Il ritmo tra musica e danza, il corpo che diventa espressione musicale non solo uditiva, ma anche visiva.

dal 19 al 22 aprile 2018 (prosa) dal giovedì al sabato h 21 – domenica h 18
Fortebraccio teatro
Il cantico dei Cantici
musiche e suoni Gianluca Misiti
direzione tecnica Max Mugnai
organizzazione Nicole Arbelli foto Fabio Lovino
con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi
con il contributo di MiBACT Regione Emilia-Romagna
di e con Roberto Latini

Il Cantico dei Cantici è uno dei testi più antichi di tutte le letterature, nonché uno dei più importanti, forse uno dei più misteriosi. Latini ne ripropone una fedele rilettura dei significati e ci invita a soffermarci su ciò che si dice, riportando alla lettera la sensazione, il sentimento, che gli ha sempre procurato leggere quelle pagine, cercando di assecondarne il tempo, tempo del respiro, della voce e le sue temperature. Di non trattenere le parole, per poterle dire, di andarle poi a cercare in giro per il corpo, di averle lì nei pressi, addosso, intorno; a camminarci accanto, a prendergli la mano, chiudendo gli occhi e, senza peso, a dormirci insieme.

dal 23 aprile al 6 maggio 2018 (prosa) dal lunedì al sabato h 21 – domenica h 18
La Fabbrica dell'Attore – Teatro Vascello - Centro Teatrale Bresciano
per Mitipretese

Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti, Mariangeles Torres insieme a Mauro De Santis fondano nel 2006 il gruppo Mitipretese. "Roma ore 11" vince nel 2007 il premio ETI - gli Olimpici del Teatro come migliore spettacolo di innovazione, nel 2009 "Festa di famiglia" vince il premio Alabarda d’Oro - Città di Trieste come migliore spettacolo dell’anno.

23-26 aprile h 21
Roma ore 11
di Elio Petri
con Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti, Mariángeles Torres
Luci e impianto scenico: Mauro De Santis
Direzione musicale: Sandro Nidi
regia Mitipretese
Signorina giovane intelligente, volenterosissima, attiva conoscenza dattilografia, miti pretese, per primo impiego cercasi. Presentarsi in via Savoia 31, interno 5, lunedì ore 10-11.
Questo trafiletto apparve nella pagina degli annunci economici de “Il Messaggero”, domenica 14 gennaio 1951. La scala dello stabile dove si tenevano i colloqui crollò uccidendo una ragazza e ferendone altre settantasette.
L’inchiesta di Elio Petri è un’indagine sulla condizione femminile di allora e racconta un’Italia lontana e ingenua, eppure, sorprendentemente racconta anche l’Italia di oggi con le sue miserie, i suoi piccoli sogni, i suoi grandi problemi di lavoro.

27 - 30 aprile dal lunedì al sabato h 21 – domenica h 18
Troiane/frammenti di tragedia
da Euripide
drammaturgia Mitipretese
con Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti, Mariángeles Torres
Luci e impianto scenico: Mauro De Santis
Musiche : Francesco Santalucia
regia Mitipretese

La guerra di Troia è appena finita. Dopo dieci anni di assedio i Greci sono riusciti ad espugnare la città. Hanno massacrato uomini e bambini e ora Troia è un rogo immenso. Ridotte a bottino di guerra le Troiane attendono la spartizione.
Attingendo da Omero, Euripide, Seneca, Licofrone, Ovidio e Sartre abbiamo deciso di raccontare questa storia solo attraverso le figure femminili: chiuse in una cella Ecuba, Cassandra, Andromaca ed Elena provano a dare forma alla perdita che ha scavato nella loro anima un vuoto, lasciandole sole al mondo. Sono madri e figlie, sono sorelle e spose e soprattutto vittime, tutte. Vittime di un gioco più grande di loro e al contempo, nell’inevitabile conflitto che i loro ruoli determinano, carnefici l’una dell’altra.

2-6 maggio dal martedì al sabato h 21 – domenica h 18
Festa di Famiglia
Da Luigi Pirandello
testo di Mitipretese con la collaborazione drammaturgica di Andrea Camilleri
con Fabio Cocifoglia, Manuela Mandracchia, Alvia reale, Diego Ribon Sandra Toffolatti, Mariángeles Torres
Luci e impianto scenico: Mauro De Santis
Direzione musicale: Sandro Nidi
Regia Mitipretese

Festa di famiglia è una riflessione sulle dinamiche di violenza e sopruso che si possono scatenare all’interno del nucleo familiare. Il pretesto per parlarne è il compleanno di una madre di sessant’anni festeggiata dalle sue tre figlie.
Il testo nasce da un originale assemblaggio di testi di Pirandello: commedie e materiali estratti dalle sue novelle e dai romanzi tagliati e cuciti insieme sotto la guida speciale di un maestro di ironia qual è Andrea Camilleri.

dal 15 al 20 maggio 2018 (prosa) dal martedì al sabato h 21 – domenica h 18
La Fabbrica dell'Attore – Teatro Vascello – Festival La Versiliana
Dichiaro guerra al tempo
da i sonetti di W. Shakespeare
con Manuela Kustermann e Melania Giglio
musiche Pink Floyd, Prince, Elisa, Nat King Cole, David Bowie, Joni Mitchell, Peter Gabriel costumi Daniele Gelsi
video Paride Donatelli
luci Valerio Geroldi
a cura di Daniele Salvo

Due donne giacciono sprofondate negli abissi del tempo. Una in epoca elisabettiana, l’altra in epoca moderna. La stanza è la stanza della memoria. I versi appartengono a William Shakespeare. Nella stanza dell'immaginario del grande poeta ci si può anche smarrire. Shakespeare nei suoi sonetti indaga tutti i possibili aspetti dell’amore. Una conversazione infinita, dove il gioco dei sentimenti è vissuto fino in fondo e porta le due donne ad osservare con dolcissima compassione la fatale caducità del nostro tempo terreno. Perché è proprio il Tempo, con il suo inganno, il suo orrore, il suo splendore, a rappresentare il vero grande tema dei Sonetti di Shakespeare. Amore e Tempo. Entrambi caduchi. Entrambi infiniti. E noi sempre in guerra. Con entrambi.

dal 21 al 31 maggio 2018 (prosa) dal lunedì al sabato h 21 – domenica h 18
La Fabbrica dell'Attore – Teatro Vascello e Fed.It.Art
Exit
rassegna di drammaturgia contemporanea

EXIT nasce nel 2009 per volontà della Fed. It. Art. e di alcune compagnie ad essa associate ed operanti da anni sul territorio romano con l’ idea di dar vita a una manifestazione di grande riconoscibilità artistica e di immagine nel variegato panorama della capitale, capace di raccogliere realtà differenti ma con simili esigenze. Si sceglie il nome EXIT (Emergenze per Identità Teatrali) per sottolineare l’individualità dei gruppi e la comune necessità di “emergere dall’emergenza.


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