Critica Incrociata



Tabula




Luogo:Teatro Vascello
Via G. Carini 78
Roma (RM)
Quando:Dal 17/05/2017 al 18/05/2017
Compagnia:Compagnie LINGA
Genere:Moderno/Contemporaneo
Valentina Cavagnis



Tabula

di Valentina Cavagnis
*

Roma. Teatro Vascello.
Dopo la partecipazione a numerosi festival internazionali arriva a Roma la Compagnie Linga, compagnia svizzera diretta da Marco Cantalupo e Katarzyna Gdaniec residente al Teatro l’Octogone Pully-Lausanne e sovvenzionata dal Canton de Vaud, la Città de Losanna, la Città di Pully e Pro Helvetia – Fondation Suisse per la cultura.

La compagnia presenta “Tabula”, uno spettacolo che, attraverso l’utilizzo di due tavole massicce utilizzate come unica scenografia, tratta il tema dello spazio, inteso sia come spazio fisico che come spazio sociale.
Decisamente ottima la scelta di ospitare questo spettacolo all’interno del Teatro Vascello che propone un ambiente intimo e famigliare in grado di farti sentire parte di quello che succede sul palco.
Si spengono le luci e gli otto ballerini fanno il loro ingresso in scena. Inizia così, con molta semplicità, un racconto incalzante fatto di musica, danza, arte, sguardi, geometrie, corpi e spazi.

In Tabula lo spazio è il punto focale attorno al quale ruota tutta la narrazione; uno spazio che passo dopo passo viene acquisito, condiviso ed esatto dagli artisti attraverso un linguaggio del corpo contrastato e potente e una scenografia minimale ma consistente.
La narrazione defluisce intensa e scorrevole e l’attenzione del pubblico è sempre viva grazie ad alcuni accorgimenti che rendono questa rappresentazione un susseguirsi continuo di variazioni spaziali, di incastri geometrici e contrasti tra l’immobilità di alcune scene e la fluidità e dinamicità di tutto il resto.

Le coreografie curate da Marco Cantalupo e Katarzyna Gdaniec sono contestualizzate alla perfezione e gli interpreti, pur essendo tecnicamente ed artisticamente diversi, sono dotati di un’intensità tale da far trasudare danza anche mentre sono immobili.
Deliziose le parti corali che, pur non essendo totalmente in sincronia, risultavano nel loro insieme armoniose. Raramente si sono visti in scena tutti gli interpreti, scelta intelligente e ben ponderata che ha reso lo spettacolo mai tedioso e costantemente in movimento, al punto tale da nemmeno accorgersi dell’uscita di scena di un ballerino tanto l’attenzione è catturata da tciò che accade altrove.
Otto danzatori che modulano così, all’infinito, il campo d’azione, erigono muri, torri e ponti, creando alleanze e contrasti inediti e strappandosi parti di territorio.

Aspetti fondamentali per la riuscita di questo spettacolo: la scelta musicale, un mix ibrido tra il nuovo classico e la drone music minimalista; l’utilizzo delle luci, che, ispirandosi alla tecnica del chiaroscuro caravaggesco e leonardiano, “tagliano” i corpi e le forme architettoniche create dalla scenografia; e la scelta minimalista dei costumi, che risultavano perfettamente consoni con l’ambiente circostante.

Dopo 55 minuti di pura arte il pubblico ammaliato esprime il proprio gradimento con 3 minuti ininterrotti di applausi.
In un periodo in cui in Italia le compagnie di danza vengono chiuse e lo spazio che si dà a quest' arte nei teatri è ridotto ai minimi sindacali, vedere come uno spettacolo fatto semplicemente di ballerini e due tavole di legno sia in grado di tenere incollati alle poltrone centinaia di persone dovrebbe portarci a riflettere.
La danza è questo, la danza è semplicità, estro, creatività, è trovare l’idea giusta e svilupparla, è crederci, anche quando gli altri non credono in quello che fai.
La danza è spazio, movimento e interazione.
La danza è un modo per esprimere qualcosa.
La danza è un Tabula su cui creare.


17 e 18 maggio 2017
Teatro Vascello

TABULA


Ideazione e coreografia: Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo
Interpreti: Pascal Bayart, Marti Güell Vallbona, Ai Koyama, Dorota ??cka, Raquel Miro, Jean-Yves Phuong, Cindy Villemin, Michalis Theophanous
Luci: German Schwab
Musiche: Hildur Gudnadottir, Svarte Greiner, Raime, Koen Holtkamp
Montaggio musiche: Marco Cantalupo, François Planson
Scenografia: Gilbert Maire, Romaine Fauchère_
Costruzione scenografia: Atelier Arrière - Scènes_
Costumi: Katarzyna Gdaniec
Foto: Gert Weigelt
Amministrazione: Françoise Oehrli
Comunicazione: Luisa Danie
Durata: 60 minuti circa
Co-produzione: Compagnie Linga, L'Octogone Théâtre de Pully



* Recensione nell'ambito del progetto di collaborazione tra Dance&Culture e gli allievi dell' UDA Urban Dance Academy di Ilenja Rossi. I ragazzi che prendono parte al progetto sono seguiti e accreditati dalla redazione per assistere a spettacoli di danza in tutte le sue espressioni, dal classico al contemporaneo, dall'hip hop al nouveau cirque e per offrirne ai nostri lettori la loro visione critica.


Martina Novi



Tabula

di Matina Novi*



Immediatamente il piccolo brusio dell'intima platea del teatro Vascello di Roma viene zittito dalla silenziosa presenza di questi otto performers, che non saranno i protagonisti; lo sono invece quei due tavoli imponenti lì con loro. Da un background monotono si suggeriscono realtà "disagiate": sono in scena, intervallate da buio e luce, situazioni quotidiane di un gruppo di persone che sembrano fraintendersi.
Tutti e otto sempre uniti e al contempo divisi dalla stessa "condizione" che è il tavolo. Questo è ora perno, ora scivolo, ora molla, vortice, tunnel, soffitto, pavimento, specchio, scala e precipizio.
Sì, i 2 tavoli sono anche "condizione". Ballerini e ballerine spostano, ruotano, sollevano e capovolgono i tavoli come a voler cambiare la "condizione" di essere e di stare.

Dall'intero spettacolo emerge una forte dose di eleganza, leggerezza, dinamicità e consequenzialità. Cambiando le "condizioni" - e quindi i tavoli – cambia anche il moviento stesso, la situazione, la ricerca e il punto di vista. E' come se i personaggi si plasmassero e prendessero la forma richiesta dai tavoli.

Incredibile come siano potuti bastare la semplicità minimalista di quei tavoli e di quei costumi - così quotidiani da sembrare casuali - per ottenere il massimo di meraviglia e stupore.
Ho rivisto, soprattutto nella parte corale, tanto del Tanztheater di Pina Bausch. Per la genuinità dei movimenti, i canoni scanditi dal continuo scambio di ruoli, movimenti molto ampi che rendevano il corpo creatore di musica. Dal respiro affannato al braccio che colpiva la schiene come fosse una frusta. C'era così tanta intensità in quegli sguardi che pure quell'intenzione faceva rumore.

Particolarmente carismatico e con una spiccata presenza scenica è stato Michalis Theophanous.Tuttavia non c'è stato nessun ruolo che abbia prevalicato su un altro.

Alle volte sembravano interagire senza scopo preciso, quasi nell'attegiamento dei bambini durante il gioco. Cercarsi, trovarsi, toccarsi, allontanarsi, riprendersi. Poi, dal gioco diventavano complici e le pause di riflessione li riportavano alla condizione di adulti consapevoli.

Unico ed umano difetto, se proprio bisogna ripotarne l'accorgimento, è stata l'evidente stanchezza durante il pezzo corale.

La scena finale è esasperata sia nella sua ripetizione che nell'impossibilità di poter uscire da quello spazio limitante definito dai tavoli. Anche qui mi raffiora, in particolar modo, l'impossibilità che emerge nella scena- abbraccio di Cafè Muller della Bausch.

Sempre coinvolgente. L'applauso insistente del pubblico ha felicemento costretto gli artisti a ripresentarsi per i saluti di ringraziamento almeno cinque volte.

Il palco è stato letteralmente dominato da anime che danzando si riempivano ed io posso e devo ringraziare per aver sfamato anche la mia, che di loro non credo sarà mai sazia.


17 e 18 maggio 2017
Teatro Vascello

TABULA


Ideazione e coreografia: Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo 
Interpreti: Pascal Bayart, Marti Güell Vallbona, Ai Koyama, Dorota ??cka, Raquel Miro, Jean-Yves Phuong, Cindy Villemin, Michalis Theophanous
Luci: German Schwab
Musiche: Hildur Gudnadottir, Svarte Greiner, Raime, Koen Holtkamp
Montaggio musiche: Marco Cantalupo, François Planson
Scenografia: Gilbert Maire, Romaine Fauchère_
Costruzione scenografia: Atelier Arrière - Scènes_
Costumi: Katarzyna Gdaniec
Foto: Gert Weigelt
Amministrazione: Françoise Oehrli
Comunicazione: Luisa Danie
Durata: 60 minuti circa
Co-produzione: Compagnie Linga, L'Octogone Théâtre de Pully



* Recensione nell'ambito del progetto di collaborazione tra Dance&Culture e gli allievi dell' UDA Urban Dance Academy di Ilenja Rossi. I ragazzi che prendono parte al progetto sono seguiti e accreditati dalla redazione per assistere a spettacoli di danza in tutte le sue espressioni, dal classico al contemporaneo, dall'hip hop al nouveau cirque e per offrirne ai nostri lettori la loro visione critica.




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