Critica Incrociata



PluriEssenza




Luogo:Viagrande Studios
Catania (CT)
Quando:27/01/2018
Compagnia:Identità Contemporanee
Genere:Moderno/Contemporaneo
Monica Ratti



PluriEssenza

di Monica Ratti

Martina, Simona, Francesca, Anna, Francesca, Denise, Martina avanzano lentamente sul palco, spoglie di qualsiasi indumento superfluo fissandoci diritte negli occhi con la consapevolezza, finalmente, di essere. La luce cala lentamente sul palco e ancor prima che si spenga, le mie mani, senza che neanche me ne accorga partono in un applauso che trascina tutto il pubblico. Il mio viso è solcato da lacrime e un bimbo davanti a me si rivolge alla mamma dicendole: “che brave sono state, mamma!”


Era da tempo che uno spettacolo di danza non mi emozionava così profondamente. Di lavori belli o interessanti ne ho visti molti; ritengo che i nostri italiani dovrebbero essere maggiormente supportati, perché hanno capacità, preparazione, intuizione e il coraggio di osare, anche in assenza di denaro. Purtroppo, a volte, noi che ci occupiamo di Danza siamo così snob o forse così demotivati da non aver voglia di lottare, mentre Simona Fichera, 33 anni, coreografa fondatrice del gruppo Identità Contemporanee non molla e vuole ancora sognare.
La Danza, per chi la incontra, anche per me che la vivo da un altro punto di vista, è un amore di quelli difficili, tormentati, come quando conosci una persona che sai non potrà restituirti ciò che vorresti; lo comprendi perfettamente ma ti incaponisci, lotti per averla, magari per carpirgli pochi attimi di felicità e per, poi, essere subito abbandonato. Ecco, la Danza è quell’amore che continua a farti palpitare donandoti emozioni fortissime ma l’idillio è appannaggio per pochi.



PluriEssenza, lo spettacolo ideato da Simona Fichera e andato in scena Sabato 27 Gennaio nello splendido e interessante spazio Viagrande Studios a Catania, diretto dalla coraggiosa Claudia Migliori, è un progressivo crescendo sia coreografico che emozionale.

La nascita è il punto di partenza di ogni essere umano, sinonimo di purezza ingenuità; gli esseri viventi, scevri da qualsiasi contaminazione, come sono i bambini nei lori primi anni di vita, sono come involucri dotati di intelligenza da nutrire di stimoli, conoscenze. Man mano che il nostro viaggio della vita prende forma spesso si scontra tra ciò che vorremmo realmente essere e fare e i condizionamenti dettati dalla famiglia, i luoghi di appartenenza, gli stereotipi della società. L’inizio dello spettacolo parte, appunto, dalla nascita, masse informi che si dipanano, intrecciano, interagiscono, cercano, esplorano, con movimenti lenti, fluidi, un linguaggio coreografico pulito, morbido, piacevole ma che per i primi 20 minuti ti trasporta, non ti trascina. La ricerca spasmodica degli equilibri viene raccontata dalle danzatrici sulla scena attraverso un continuo cambiarsi di indumenti. Si vestono e spogliano incessantemente sino ad arrivare, in modo travolgente, ad un momento magico dello spettacolo, un vero “Coup de Theatre”, l’idea registica che fa la differenza, senza possedere scene, orpelli particolari, effetti speciali; ma è qui che il regista/coreografo di un lavoro mostra le vere capacità. Simona Fichera, al centro della scena, viene travolta da centinaia di abiti che volano dalle quinte, la danzatrice forsennatamente si fa spazio tra quel mucchio di abiti, quasi impazzisce, la sua interpretazione è toccante, trova il coraggio di spogliarsi, per sempre, da tutte le convenzioni e, come recita il programma di sala, “…si ritorna ad essere Essenze Cosmiche e si riscopre il gusto di vivere un’emozione, di condividerla ed abitarla”. Il crescendo coreografico si fa sempre più incalzante, le danzatrici ad una ad una tornano sulla scena per una danza fisica, dinamica, cadono, si rialzano, ricadono all’unisono sino a ritrovarsi nuovamente in coulotte e reggiseno, ovvero nude, ma questa volta dopo un duro percorso con un identità decisa da loro stesse.



E’ la storia della nostra vita, tutti noi la viviamo, c’è chi ha scelto di continuare a seguire i condizionamenti e chi, come me, ha lottato, dopo averli accettati per lungo tempo, per essere se stessa, rinunciando ovviamente a molto, ma la libertà di poter essere la propria identità alla lunga paga.
Simona Fichera è talmente riuscita a comunicare questo messaggio da farmi ritrovare con le lacrime agli occhi, trasportata involontariamente a rivedere in scena parte della mia vita, così come, anche in molti altri visi, qualche altra lacrimuccia era spuntata.

E’ uno spettacolo fortemente consigliato, fa pensare, non ti annoia, la coreografia è interessante, le danzatrici, molto differenti tra loro per fisicità e interpretazione, scelta che si sposava perfettamente con l’incipit dello spettacolo, sono brave.

Da operatrice culturale ringrazio la Signora Claudia Migliori che ha concesso lo spazio per la messa in scena e il Signor Salvo Brillante che a Giarre ha consentito di poter tenere le prove nel suo spazio NumberOne. E’ grazie a persone come queste che chi sogna ha la possibilità di realizzare qualcosa. Se ognuno mettesse a disposizione quel poco che ha, i sogni, con fatica, potrebbero, se non altro, essere inseguiti e, a volte, …chissà…forse realizzati…



PluriEssenza
Durata:55 min
Coreografia e Regia: Simona Fichera
Danzatrici: Martina Caruso, Martina Certo, Simona Fichera, Anna Grasso, Francesca Musumeci, Denise Pennisi, Francesca Sacco.
Disegno Luci: Renzo Di Chio

Col sostegno di Viagrande Studios


Altre critiche incrociate:

Quando il Teatro fa il tutto esaurito per la Danza, quella di Jacopo Godani.


Vai
Trattato di Economia, di Roberto Castello e Marco Cosentino.
Ovvero riflessioni tra il serio e il faceto su come il nostro essere sia sopraffatto dall’avere.

Vai
AMARA SATIRA OMNIA. Garattini Raimondi e Zuccalà in un ambiguo rewind.


Vai
PETRUSKA: immaginifico, visionario e onirico


Vai