Critica Incrociata



La Dame aux Camélias




Luogo:Teatro alla Scala
Milano (MI)
Quando:Dal 23/12/2017 al 13/01/2018
Compagnia:Corpo di Ballo del Teatro alla Scala
Genere:Classico
Rossella Locatelli



La Dame aux Camélias

di Rossella Locatelli


  La Dame aux Camélias, Svetlana Zakarova e Roberto Bolle, ph.Brescia e Amisano, Teatro alla Scala



La stagione di balletto 2017/ 2018 del Teatro alla Scala si è aperta con “La Dame aux camélias” di John Neumeier , americano di Milwaukee, Wisconsin, ma trapiantato in Germania. Da oltre 30 anni dirige il Balletto di Amburgo.

Il balletto è stato creato nel 1978 per Marcia Haydée e il Balletto di Stoccarda. Racconta Neumeier in un’intervista: “La storia del balletto La Dame aux camélias ha inizio di fatto il giorno del funerale di John Cranko, nel 1973. Fu allora che promisi a Marcia Haydée di dare aiuto a lei e al Balletto di Stoccarda, per quanto mi sarebbe stato possibile.
Quando pochi anni dopo fu nominata direttrice di quella Compagnia, mi pregò subito di creare regolarmente per loro, chiedendomi in particolare un balletto a serata intera. Durante un pranzo con Marcia Haydée, nel guardarla mi balenò l’idea di creare per lei La Dame aux camélias dal romanzo di Alexandre Dumas figlio. Quando vidi l’opera non ne fui particolarmente attratto, la folgorazione venne quando lessi il romanzo decisamente più interessante e moderno rispetto all’opera, perché dotato di una struttura narrativa cinematografica: scene che si dissolvono l’una dentro l’altra, diversi punti di vista attraverso i quali viene narrata la vicenda, i ricordi, le lettere … sono tutti tasselli che messi insieme rendono il quadro più vivido e brillante. Il libro mi ha spinto verso il balletto”
Neumeier spiega come ha deciso di strutturare lo svolgimento drammaturgico: “A differenza del dramma di Dumas o dell’opera di Verdi, integrai il mio balletto con i personaggi di Manon Lescaut e Des Grieux. L’idea mi fu ispirata dal racconto di Dumas, in cui Marguerite riceve in regalo da Armand il romanzo Manon Lescaut. Dopo la morte di Marguerite, messi all’asta i suoi beni, il libro viene acquistato dal futuro autore della Dame aux camélias. Rientrato a Parigi, Armand cerca di tornarne in possesso a ogni costo. Ecco dunque non solo il motivo dell’incontro tra Armand e l’autore, ma anche l’occasione per Armand di raccontare la sua storia con Marguerite.
Tutti i personaggi di rilievo nella Dame aux camélias prendono posizione nei confronti di Manon. Il padre di Armand durante una discussione afferma: “Chi ama una Manon corre il rischio di diventare un Des Grieux”. E Marguerite pensa: “Chi ama una donna, non la può trattare come Manon”. Ho dunque usato Manon e Des Grieux come una sorta di specchi per Marguerite e Armand. I loro pensieri, i loro dubbi, le loro idee sul futuro, le loro fantasie si fanno visibili, si riflettono nell’altra coppia. Nel mio balletto, del resto, Marguerite e Armand si conoscono a teatro durante una rappresentazione di Manon Lescaut: un dramma nel dramma. E alla fine, quando Marguerite tenta ancora una volta, con le sue ultime forze, di afferrare la vita, torna in teatro e assiste all’ultimo atto di Manon. L’abbandono e la solitudine dei due amanti, Manon e Des Grieux, l’accompagnano verso casa e verso la morte.”


  
La Dame aux Camélias, Svetlana Zakarova e Roberto Bolle, ph.Brescia e Amisano, Teatro alla Scala

In scena, in alcune repliche in questi giorni sul palco della Scala, Marguerite e Armand sono Svetlana Zakarova e Roberto Bolle per i quali ogni commento diventa oramai inutile e forse non esistono più aggettivi che non siano già stati scritti.
Zakarova – Marguerite: ovvero la perfezione stilistica e tecnica supportata in questo melodramma anche dall’intensità dell’interpretazione soprattutto quando la malattia di Marguerite sembra pervadere il suo corpo e la sua figura esile e diafana.

Bolle-Armand: oramai ogni suo ingresso in scena scatena ed elettrizza il pubblico. I suoi salti, le sue linee perfette, i suoi giri veloci e tenuti, la tecnica sempre virile ed acrobatica (non scontata a 42 anni ! ) unita alla maturità artistica ed interpretativa che migliora con l’età.

Nei 3 difficili, lunghi e intensi pas de deux Bolle e Zakarova danno sfoggio di tutta la loro tecnica penalizzando forse (ma poco poco) la passionalità che la storia d’amore fra i due richiede.

Accanto a loro, in scena i primi ballerini, i solisti e gli artisti del corpo di ballo scaligero nei molti importanti ruoli del balletto, Nicoletta Manni è una Manon a suo agio in un mix ben riuscito di leggerezza e tecnica. Candore e spudoratezza. La Manni debutterà nel ruolo di Marguerite in alcune repliche insieme ad Timofej Adrijashenko nel ruolo di Armand.

E inoltre l’impeccabile Mick Zeni nel ruolo di Monsieur Duval, (in alternanza con Alessandro Grillo e Riccardo Massimi), Riccardo Massimi è Il Duca (in alternanza con Alessandro Grillo e Marco Agostino), Antonino Sutera un raffinato e determinato Conte N (in alternanza con Christian Fagetti e Walter Madau). Citiamo anche i bravi Antonella Albano/ Prudence (in alternanza con Virna Toppi e Martina Arduino) e Marco Agostino nel ruolo di Des Grieux, ( in alternanza con Nicola Del Freo).


  La Dame aux Camélias, Prove in sala, ph.Brescia e Amisano, Teatro alla Scala

Neumeier dopo una prima indecisione tra Verdi e Chpin, ha scelto la meravigliosa musica di Chopin anche per le singolari affinità biografiche tra la sua esistenza e quella della vera “Signora dalle camelie”, Marie Duplessis: entrambi minati dalla tisi e legati dall’intensa vita sociale, avevano speso la loro parabola esistenziale a Parigi nei medesimi giorni, morendo Marie nel 1847 e Fryderyk Chopin nel 1849.

Sul podio per la prima volta con il Balletto della Scala Theodor Guschlbauer, esperto del repertorio francese, che ha diretto per oltre un decennio la Filarmonica di Strasburgo; al pianoforte Roberto Cominati.

Sono 13 le rappresentazioni previste e, assoluta novità, il 31 dicembre saranno in scena, per la prima volta alla Scala, Anna Laudere e Edvin Revazov, entrambi principal del Balletto di Amburgo.


    La Dame aux Camélias, Anna Laudere e Edvin Revazov, ph.Brescia e Amisano, Teatro alla Scala



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